Utero in affitto, appello dell'ultra-laicista Liberation: no al “prendi i figli e scappa”

15 maggio 2015, Americo Mascarucci
Utero in affitto, appello dell'ultra-laicista Liberation: no al “prendi i figli e scappa”
Stavolta non potranno certo accusare il Papa, la Chiesa, i vescovi, i preti, le suore, i frati, i cattolici bacchettoni ecc. No. Il nuovo vibrante appello contro la “maternità surrogata”, il famigerato utero in affitto, arriva della crema della sinistra laica ed anticlericale francese, ed è stato pubblicato sul più importante organo di stampa della sinistra, Liberation. 

Il giornale ha deciso di concedere spazio e voce ad un’iniziativa partita dagli Stati Uniti dove oltre 160 personalità laiche e associazioni di 18 paesi si sono riunite in un network informale per lanciare appunto una campagna rivolta a fermare la maternità surrogata. 

Filosofi, sindacalisti, esponenti dei movimenti femministi, politici della sinistra, intellettuali, hanno chiesto di interrompere una pratica che viola i diritti umani. Stati Uniti, India, Nigeria, Canada, Brasile, Svezia da ogni parte si stanno levando voci di condanna contro quella che sembra diventata la nuova moda del relativismo etico. L’appello è stato tradotto in diverse lingue, non ancora in italiano ma la ribalta concessa da Liberation all’iniziativa sta avendo vastissima eco in Europa. 

I firmatari dell’appello mettono in evidenza come la maternità surrogata comporti gravissimi rischi sia per la salute delle donne che decidono di affittare il proprio utero che per i nascituri. Le prime corrono seriamente il rischio di perdere per sempre la fertilità a causa di complicazioni e infezioni frequentissime alle ovaie, blocchi renali, arresti cardiaci e nel peggiore dei casi anche la morte. Non meno preoccupanti i rischi per i bambini. 

All’alto tasso di mortalità al momento del parto si aggiungono malformazioni sanguigne e deficienze nella crescita. In più come hanno più volte sottolineato numerosi scienziati la maternità surrogata rompe l’attaccamento materno naturale che si stabilisce madre e figlio durante la gravidanza, un legame che invece deve essere rafforzato il più possibile, perché la rottura di questa intimità affettiva prima che biologica viene a produrre danni irreparabili tanto per la madre che per il bambino. In più la pratica dell’utero in affitto è vista come una moderna forma di schiavitù essendo in genere praticata su donne che vivono in paesi poveri e dunque spinte ad affittare i propri uteri per guadagnarsi da vivere. Una forma di sfruttamento considerata indegna di paesi che si definiscono civili

Dunque l’etica non è soltanto un valore religioso ma come in questo caso assume anche una dimensione laica, diciamo pure laicista, ispirata non da motivazioni religiose ma di rispetto della persona. La maternità surrogata offende la dignità delle donne, trasformandole in oggetti da sfruttare per soddisfare l’altrui piacere, in questo caso il desiderio di una coppia sterile di avere figli.  

Un altro evidente esempio di cultura usa e getta, se per getta si intendono le conseguenze negative cui la madre surrogata rischia di incorrere. Stavolta come detto la richiesta di mettere al bando questa pratica non viene dalla Chiesa ma dal mondo laico, intellettuali che con i preti non hanno proprio nulla da spartire. Ma non bisogna necessariamente essere bigotti per provare ribrezzo di fronte alle tante mostruosità che la scienza ci offre, quella scienza che ha fatto del soddisfacimento delle pulsioni dell’io la ragione principale della propria attività. Una scienza figlia del relativismo e del nichilismo, priva di etica e di valori morali, rivolta soltanto a favorire il soddisfacimento di qualunque desiderio proibito, per regalare al mondo la felicità. Una felicità costruita in laboratorio con metodologie che, alla prova dei fatti, rischiano di mettere in evidenza tutti i più nefasti effetti collaterali. Perché diversamente da ciò che si pensa non si può manipolare la natura, non si può creare la vita in laboratorio e non si possono avere esseri umani come macchine, belli, perfetti, super intelligenti, biondi e con gli occhi azzurri. 

L’utero in affitto è un’altra mostruosità prodotta da questa società nichilista, in cui l’interesse individualistico ha finito con il venire prima del rispetto dei diritti umani. Una pratica che partita con l’idea di risolvere i problemi delle coppie sterili, ha finito con il diventare l’ultima spiaggia per le coppie gay che desiderano avere figli. 

Ma il mondo non può inseguire sempre e soltanto il legittimo desiderio alla felicità di ogni essere umano, un desiderio legittimo che però non può essere raggiunto ad ogni costo. Se ne stanno accorgendo anche tanti esponenti di quella cultura laica e di sinistra da sempre molto sensibile al tema dei diritti civili ma altrettanto consapevole di non poter considerare diritto ogni cosa, anche il ricorso a pratiche disumane. 

Come appunto la maternità surrogata figlia di quella mentalità un tempo prevalente che considerava gli schiavi non esseri umani ma beni di proprietà e di consumo. 

 Una mentalità che oggi rischia di essere riproposta con il volto riprovevole di chi “prende i figli e scappa”.
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