Fecondazione: via ultimo divieto, Gallo (Ass.Coscioni): “Nessuno vuole l'eugenetica, ma è libertà"

15 maggio 2015, Lucia Bigozzi
Fecondazione: via ultimo divieto, Gallo (Ass.Coscioni): “Nessuno vuole l'eugenetica, ma è libertà'
“La sentenza della Corte significa l’affermazione di una libertà di scegliere, di fare indagini diagnostiche. E le libertà corrispondono a dei diritti”. Lo considera una battaglia vinta Filomena Gallo, avvocato e segretario dell’Associazione “Luca Coscioni per le libertà di ricerca scientifica”, il verdetto della Consulta che cancella il divieto di accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche. Nella conversazione con Intelligonews spiega cosa cambia per genitori e nuovi nati, ma già pensa ai prossimi traguardi: libertà di ricerca scientifica e divieto di accesso per coppie dello stesso sesso e single. Non manca un’analisi impietosa sui politici, Renzi compreso …

Cosa significa per i genitori la sentenza della Consulta?

«Significa che quei genitori che vorrebbero avere un bambino e non trasmettergli la propria malattia genetica, dal momento in cui la sentenza della Corte sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale, potranno farlo. Significa che ci sarà la possibilità di provare a non trasmettere patologie genetiche o cromosomiche. Fino ad oggi solo le coppie infertili o sterili potevano chiedere di conoscere lo stato di salute dell’embrione e quindi fare diagnosi preimpianto, mentre alle coppie che non hanno problemi a concepire viene negata questa possibilità e iniziavano un percorso che poteva esporli ad aborti in molti casi spontanei, in altri costretti. Iniziavano una gravidanza, sognavano un bambino e il completamento di una famiglia, dare un fratellino a un figlio che già hanno. Vorrei che fosse chiaro che parliamo di affermazione di una libertà di scegliere, di fare indagini diagnostiche e le libertà corrispondono a dei diritti. Con la sentenza della Corte Costituzionale, vengono affermati i diritti di queste coppie».

Cosa significa questa sentenza per i bambini che nasceranno?

«Per i nuovi nati significa non avere una patologia genetica di cui i genitori o sono affetti o sono portatori; questo non significa che non si ammaleranno per altre malattie ma perlomeno la malattia ben conosciuta dai genitori non l’avranno. In questi anni noi abbiamo seguito coppie affette da patologie genetiche: Maria Cristina ha il padre affetto da distrofia di Becker e lei dice: vedo come soffre papà, io sono portatrice e non vorrei che mio figlio vivesse lo stesso dolore, ma amo tantissimo papà, guai a chi me lo tocca e spero che la ricerca giunga a trovare una cura per questa malattia. Va sottolineato che qui nessuno vuole l’eugenetica, il figlio perfetto, ma se una coppia immagina un bambino vorrebbe preservarlo anche da un raffreddore, se quella coppia sa già che avrà una malattia invalidante che porta sofferenza per tutta la vita, quella coppia ci pensa, non perché non vuole assistere il proprio figlio, bensì per evitargli una sofferenza. L’altra coppia che abbiamo assistito – perché i procedimenti in Corte erano due – è affetta da una patologia genetica che determina malformazioni nel feto incompatibili con la vita. Valentina ha avuto sei aborti, di cui uno quasi al quarto mese di gravidanza, e non se la sente di riprendere ad avere la stessa gioia e la stessa ansia, arrivare all’amniocentesi ed essere poi costretta a interrompere la gravidanza e stiamo parlando di una coppia di 30 anni»

Sono caduti tre divieti fissati dalla legge 40, praticamente smontata a pezzi. La considerate una battaglia vinta? E quali effetti determinerà sul piano politico?

«Sicuramente un effetto politico che si è determinato in questi anni è stata la totale indifferenza della politica che se avesse voluto ascoltare le istanze dei cittadini avrebbe posto rimedio agli errori fatti undici anni fa; avrebbe immediatamente cambiato la legge 40. I politici hanno grandi responsabilità perché sono stati a guardare da spettatori i destinatari della legge che si difendevano nei Tribunali dall’applicazione ella legge e chiedevano di cambiare la norma. I politici fanno solo promesse in campagna elettorale: cambiano le maggioranze, la legge 40 è stata emanata dal governo Berlusconi che mi pare ben lontano nel tempo. Per tutti non era mai il momento adeguato per parlare di questa legge»

Con questa sentenza è l’Italia che cambia anche culturalmente?

«Cambierebbe se ci fosse una classe politica responsabile che prendesse in considerazione le richieste che vengono dai cittadini. Ritengo non sia cambiata la classe politica; anzi credo che su questi temi sia una classe politica che fa molti annunci ma poi non arriva a dare risposte effettive su questioni che riguardano le libertà individuali, dall’inizio alla fine della vita. Da questo punto di vista la classe politica è completamente inadeguata».  

Vale anche per Renzi che vuole cambiare l’Italia?

«Renzi vuole cambiare l’Italia dimenticando i diritti più intimi delle persone: il principio di uguaglianza, la libertà di scelta, il diritto allo studio, al lavoro, vogliamo continuare? Sono principi che corrispondono ad articoli della Costituzione: 2, 3, 9,29 32 solo per citarne alcuni»

Il prossimo obiettivo dell’Associazione Coscioni?

«La libertà di ricerca scientifica, nel senso che nei laboratori italiani si fa ricerca con le staminali embrionali ma queste arrivano dall’estero perché nel nostro Paese è vietato usare embrioni non idonei alla gravidanza per la ricerca. Su questo è già stato sollevato il dubbio di legittimità costituzionale dal Tribunale di Firenze con il collega Gianni Baldini che mi ha affiancato in questo procedimento. Il dossier è già in Corte Costituzionale e stiamo attendendo la fissazione di udienza. L’altro obiettivo al quale stiamo lavorando riguarda la cancellazione del divieto di accesso per le coppie dello stesso sesso e per i single. In questo caso, ci sarà bisogno di una norma adeguata che vada a integrare le norme che ci sono. I prossimi passi dunque, saranno per queste coppie e per la libertà di ricerca».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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