Buona Scuola, Mineo (Pd): “Possiamo cambiare la legge, ci sono i numeri. Fassina saggio"

15 maggio 2015, Lucia Bigozzi
Buona Scuola, Mineo (Pd): “Possiamo cambiare la legge, ci sono i numeri. Fassina saggio'
“Da Renzi comprerei non solo una macchina usata, perfino un paio di calzini usati per quanto è bravo,ma non è questo il modo per valutare il premier di un grande Paese”. E’ il ‘voto’ del senatore dissidente dem Corradino Mineo sul Renzi alla lavagna nel giorno in cui la Camera approva il primo articolo della #BuonaScuola. Nell’intervista a Intelligonews, affila le armi e aspetta il ddl al Senato. Con Fassina…

Articolo 1 promosso a pieni voti dalla Camera con Renzi alla lavagna e Fassina pronto a uscire dalla classe (Pd). Che ne pensa?

«Fassina ha sollevato una questione di merito importante dicendo che se la legge sarà imposta come altre leggi, lui lascia il Pd. Ma io ricordo che c’è un passaggio al Senato e che sicuramente noi lavoreremo per cambiare molto la legge e molte delle proposte di Fassina saranno le mie visto che faccio parte della Commissione Cultura. Non siamo come con l’Italicum davanti a un’approvazione definitiva, no: qui inizia un iter parlamentare su cui ancora molto si può cambiare. E questo Fassina lo sa»

Fassina infatti lega la sua permanenza al Pd proprio al ddl scuola, cioè a una battaglia che ritiene strategica per il Pd. Condivide?

«Mi pare saggio: le scelte dovrebbero essere determinate da grandi battaglie ideali, non solo dalla stanchezza o da un senso di sfiducia che ogni tanto viene visto che i parlamentari contano pochissimo e conta più i vertici del partito, cioè il segretario del partito. La scuola è una delle grandi battaglie ideali, come quella sul lavoro, e la sinistra dovrebbe proporle. Non so se vi siete accorti che il dibattito è sempre più modesto; passano per riforme pure modifiche alla gestione; il punto è che questa riforma della scuola non ha un’idea per la formazione, non dice nulla su quale ruolo pubblico per la scuola nel mondo del terzo millennio. Se in passato la scuola è servita come treno per la scalata sociale, oggi con la proletarizzazione dei ceti medi la scuola deve avere un valore formativo pubblico, per tutti; deve dare opportunità che i ragazzi poi si possano giocare anche andando all’estero. In questa riforma tutto questo non c’è e l’autonomia è un pannicello caldo»

Sta dicendo che al Senato smonterete la #BuonaScuola di Renzi?

«Faremo una battaglia perché le parti più critiche vengano modificate. Oltretutto questa è una riforma che crea problemi seri a molti insegnanti che sulla base del combinato disposto previsto dalla legge, non potranno avere il trasferimento pur avendone diritto da anni. Conosco una coppia di insegnanti genitori di un figlio con handicap che lavorano in due città diverse e con gli stipendi che si ritrovano penso sia veramente assurdo. Noi sicuramente cercheremo di cambiare la legge».

Siamo sempre lì: ci sono i numeri per farlo?

«Penso di sì. Penso che dopo la mobilitazione sociale che c’è stata, siccome i parlamentari non vivono sulla luna penso abbiano capito che questa vicenda è un autogol per il Pd. E’ strano che Renzi non ci metta riparo. Oggi sulla Stampa dice che ci sono pontieri al lavoro per recuperare il rapporto con la Cgil, vedremo se son rose… E’ strano che non abbia accolto la proposta che gli abbiamo fatto insieme al senatore Tocci, e oggi tutti da De Mauro a Ilvo Diamanti a Francesco Merlo stanno dicendo: Matteo fermati, hai sbagliato o ti stanno facendo sbagliare…  ».

Come valuta l’emendamento del Pd sulla parità di genere che tanto fa discutere e che i critici hanno già ribattezzato come emendamento del gender?

«Purtroppo penso che nel Pd la questione femminile sia a livello di chiacchiere e distintivo…Sarebbe più importante stare a sentire le insegnanti, quello che dicono sulla dignità del lavoro e non considerarle come coloro che ripetono formule e teoremi. Credo che sulla parità di genere siamo molto indietro rispetto alla straordinaria rivoluzione del mondo in cui le donne sono protagoniste. E’ captatio benevolentiae; non si affrontano i problemi veri e si torna a formulette della tradizione emendativa di serie B per cui non si ha il coraggio di una posizione ideale e si cerca di agire con la captatio benevolentiae. L’errore a monte è avere promesso una grande riforma della scuola e poi avere solo proposto un nuovo modo di gestione con più poteri ai presidi, un nuovo rapporto tra scuola e territorio, senza dire quale ruolo per gli insegnanti, quale ruolo della scuola pubblica nella società di oggi. Ecco perché abbiamo chiesto a Renzi: ritira il provvedimento e fai le assunzioni. E quella che è venuta fuori è una ribellioni che viene da anni, anni e anni di provvedimenti e atteggiamenti ministeriali assolutamente indegni nei confronti della scuola e degli insegnanti: dalla Gelmini alla Giannini».

Che effetto le ha fatto vedere Renzi alla lavagna e che voto gli dà?

«Da lui comprerei non solo una macchina usata ma perfino un paio di calzini usati per quanto è bravo, tuttavia non è questo il modo per valutare un leader e il premier di un grande Paese»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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