Dalle uova allo sputo in faccia a Salvini: quando la bocca non propone nulla

15 maggio 2015, Marta Moriconi
Dalle uova allo sputo in faccia a Salvini: quando la bocca non propone nulla
Dalle uova un po' in tutta Italia allo sputo in faccia a Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, in campo per la campagna elettorale sempre scortato dalle forze dell'ordine. 
E non uno che si ponga la domanda su come mai lui faccia il pienone nelle piazze mentre gli altri boccheggiano sulla riva dell'anti-politica?

Lo sputo a Matteo Salvini a Marsciano è l'ultimo delirio di un'Italia ancora "privilegiata", che può permettersi un venerdì mattina di non andare a lavoro e ritrovarsi a fare un'allegra contestazione. Può piacere o meno, ma la democrazia concede la parola e anche il microfono a quest'uomo. E chi sono loro per giudicare? 

Ma ormai è una moda, un passatempo diversamente legale. L'Umbria rossa è solo l'ultima della fila di indignati contro il leader del Carroccio, ma ce ne sono di signor No contro la politica di immigrazione di Salvini.

Peccato che è molto simile a quella che di fatto (senza troppe parole e da conservatore), sta applicando anche Cameron nella sua Gran Bretagna. Per carità, il neo-rieletto David soccorre le navi e riporta gli immigrati... in Italia! 

Non dice "lasciamoli al largo", né usa un gergo populista come quello del leader leghista, che diciamocela tutta 'ciurla nel manico' ormai. Peccato che questi oppositori siano accecati da un istintiva e sciocca repulsione che non gli permette di combattere il "nemico" con le buone armi delle proposte. Sarebbe bello, ma ormai non solo la politica ha toccato il fondo, ma anche la contestazione, armata di saliva da sputare e basta. 

“Torna a casa tua” e “Marsciano antifascista” c'era scritto negli striscioni. E poi il top, quel grido: “Vai a lavorare”: lo dicono loro che oggi hanno il tempo di manifestare. 
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