Raffaello e Perugino insieme in 'Pinacoteca'. Così Brera entra nel guinness

15 marzo 2016 ore 11:04, Lucia Bigozzi
Che c’azzecca il Perugino con Raffaello? Si potrebbe dire così declinandola dal “dipietrese”. In realtà è un “esperimento” quanto mai interessante e perfino un modo nuovo di comunicare l’arte. E’ anche il sogno proibito degli storici e dei direttori dei musei quello di mettere a confronto due opere con soggetto identico per analizzarne analogie o differenze, per scoprire chi dei due artisti ha influito (oppure no) sull’altro. E’ quello che accade a Milano, nelle sale della Pinacoteca di Brera e resterà tale per il pubblico e gli amanti dell’arte fino al 27 giugno. Di che si tratta? La “sfida” del bello è tra due “giganti” della pittura: Il Perugino e Raffaello. Firmano due capolavori con soggetto identico: la “sfida”, appunto, se di “sfida” si può parlare, è capire o verificare come il maestro abbia condizionato l’evoluzione artistica dell’allievo e quanto, invece, quest’ultimo sia stato in grado di apportare la propria innovazione; insomma, la sua marcia in più. 

Raffaello e Perugino insieme in 'Pinacoteca'. Così Brera entra nel guinness
Come dicevamo, i due capolavori propongono lo stesso soggetto: “Sposalizi della Vergine”. Spesso sono messi uno accanto all’altro sui libri di testo o sui manuali di storia dell’arte, ma l’opportunità che offre la Pinacoteca di Brera è davvero unica e imperdibile. Anche perché si tratta del primo “faccia a faccia” tra capolavori e rispettivi artisti che appartengono alla collezione permanente del sito artistico milanese e messo in campo del nuovo soprintendente della Pinacoteca James Bradburne. La liason tra le due opere è stata possibile grazie al prestito di un Caravaggio di Brera al Musée des Beaux-Arts di Caen di cui il Perugino è il “fiore all’occhiello”.  L’opera di Raffaello, invece, è uno dei capolavori-simbolo di Brera. La prima opera fu assegnata al Perugino per il Duomo di Perugia che accoglieva e custodiva la sacra reliquia dell’anello della Vergine, molto venerato dalla comunità di fedeli. La tela di Raffaello fu invece commissionata per la chiesa di san Giuseppe a Città di Castello. Ora sta al visitatore scoprire tutti i segreti. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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