Bagnasco a tutta attualità: utero in affitto, Varani e immigrazione "nell'agenda" dei Vescovi

15 marzo 2016 ore 16:05, Americo Mascarucci
Una tre giorni di intensa riflessione in un luogo altrettanto riservato e silenzioso. 
I vescovi italiani sono riuniti a Genova presso il Seminario arcivescovile del capoluogo ligure per volere del presidente della Cei Angelo Bagnasco. Ma non è una scelta di comodo dettata dall'esigenza di non far spostare il numero uno dalla propria arcidiocesi, la scelta di Genova è motivata dal fatto che proprio qui dal 15 al 18 settembre si svolgerà  il Congresso eucaristico nazionale. Un incontro che serve anche da preparazione a questo grande evento.
Il presidente della Cei apre i lavori toccando il tema che più di tutti sta nel cuore di Papa Francesco, con il quale Bagnasco ha ritrovato da tempo una perfetta sintonia dopo essere stato più volte indicato come "sgradito".
Il tema è quello dell’immigrazione e dell’accoglienza
"Dall'inizio del 2015 sono morte 4.200 persone, di cui 330 bambini solo nel Mar Egeo. Che spettacolo dà di sé l’Europa?" chiede Bagnasco puntando chiaramente il dito in direzione di Bruxelles.  "La Chiesa italiana – aggiunge il presidente Cei - continua a portare il proprio contributo attraverso parrocchie, istituti religiosi, organizzazioni come le Caritas diocesane e gli Uffici per i migranti".  Bagnasco fornisce anche i numeri dell’accoglienza per dimostrare come la Chiesa in Italia faccia seguire alle parole i fatti concreti. "Gli immigrati accolti dalla Chiesa nel nostro Paese sono 45mila – annuncia - compresi quanti in questi giorni arrivano a noi attraverso i corridoi umanitari. Ora però si impone la fase dei processi di vera integrazione, processi che richiedono onestà, tempi rapidi, regole, buona volontà e fiducia da parte di tutti". 

Bagnasco a tutta attualità: utero in affitto, Varani e immigrazione 'nell'agenda' dei Vescovi
Fin qui l’immigrazione, ma Bagnasco in linea sempre con Papa Francesco, non può non toccare anche altri temi di stretta attualità iniziando dalla difesa della famiglia. "L’amore non giustifica tutto: avere dei figli è un desiderio bello e legittimo, ma è diritto dei bambini non diventare oggetto di diritto per nessuno, poiché non sono cose da produrre. Tanto più che certi cosiddetti diritti risultano essere solo per i ricchi, alle spalle dei più poveri, specialmente delle donne e dei loro corpi". 
Il riferimento al dibattito sulla maternità surrogata ovviamente non è puramente casuale. 
"La famiglia – prosegue ancora - è il più grande capitale di impresa e di solidarietà, un tesoro da non indebolire e disperdere con omologazioni infondate, trattando nello stesso modo realtà diverse, creando di fatto delle situazioni paramatrimoniali". Bagnasco non nasconde una certa soddisfazione per il successo ottenuto dal Family Day che ha dimostrato come in Italia c'è un vasto popolo che sta dalla parte della famiglia naturale ed è in perfetta sintonia con la posizione della Cei.

Bagnasco non evita poi di toccare anche certi temi scomodi: "Ogni volta che si accerta un caso di pedofilia si rinnova in noi il dolore e la vicinanza alle vittime e ai familiari; insieme ribadiamo la condanna dei colpevoli, mentre cresce la preoccupazione per lo scandalo delle anime". Della serie: condanna senza se e senza ma per il prete pedofilo ma senza dimenticare che anche dietro un pedofilo c'è un'anima, prima ancora che un corpo da recuperare e salvare (non dalla galera ovviamente ma dal male).  C'è anche l'occasione per un riferimento al "caso Varani", l'omocidio che ha sconvolto la Capitale. Un omicidio che avvalora quella crisi di valori che sta caratterizzando le nuove generazioni. "Emerge un inquietante, assoluto vuoto interiore dal recente raccapricciante delitto perpetrato per curiosità e non dunque per una qualche causa passionale, economica, antagonista, pur assurda e inammissibile. Ma per curiosità, per vederne l’effetto. Il malessere di tanti giovani, senza arrivare alle conseguenze così estreme svela una disperata noia di vivere che esige un insaziabile bisogno di sensazioni forti, per cui la tortura e il delitto sono pensati, voluti e vissuti per se stessi"..

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