A Idomeni "in scena" la disperazione dei profughi: catena umana sul fiume in piena

15 marzo 2016 ore 11:38, Lucia Bigozzi
La Macedonia respinge i profughi. Per loro non c’è posto e il fiume da attraversare per mettersi in salvo, diventa un cimitero. Drammatiche le immagini che arrivano dalla zona di confine che separa Macedonia e Grecia. Lungo quella linea sono transitati settecento profughi arrivati, appunto, dalla vicina Grecia ma le forze dell’ordine non hanno voluto saperne: nemmeno di fronte a quelle centinaia di persone che pur di difendere la vita e sperare in un futuro si sono gettati a nuoto e a braccia nude nelle acque gelide del fiume tentando di raggiungere l’altra sponda del Suva Reka. Tre afgani, due uomini e una donna, sono morti annegati mentre altre decine di persone hanno tentato la traversata come potevano fare: addirittura gli anziani sono stati legati insieme con delle corde per consentire loro di poter camminare nel fondo scivoloso del fiume. Scene veramente drammatiche, che toccano il cuore. Decine di profughi in difficoltà durante la traversata, sono state salvate e trasferite nel vicino centro di accoglienza di Vinojug. E sono le immagini video a testimoniare la drammaticità della situazione: si notano famiglie che entrano nelle acque gelide del fiume - oltretutto in piena – coi i bambini arrampicati sulle loro spalle e con bagaglio trascinato a stento. 

A Idomeni 'in scena' la disperazione dei profughi: catena umana sul fiume in piena
I seicento profughio avevano lasciato il centro di accoglienza, in realtà un campo e poco più, di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, dirigendosi a piedi verso una zona in cui è stato individuato un varco attraverso il quale passare dall’altra parte. Insieme alle centinaia di migranti c’erano anche una trentina di giornalisti e reporter impegnati a documentare quella che è stata considerata una vera e propria diaspora. Ma le forze dell’ordine macedoni hanno sequestrato macchine fotografiche e video con l’accusa di aver attraversato illegalmente il confine, unendosi ai migranti. Tra di loro ci sono anche tre giornalisti italiani. La notizia è stata confermata dal portavoce del ministero dell'Interno macedone, Toni Angelovski. A controlli conclusi, per loro scatterà una multa di 250 euro e successivamente saranno espulsi dal territorio macedone.  Intanto in Europa si continua a discutere senza arrivare a niente di concreto: i 28 Paesi non hanno ancora raggiunto un accordo su come gestire e affrontare l’emergenza umanitaria lungo la rotta dei balcani.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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