Vattimo:"Senza senso togliere il 19 Marzo per non urtare. Cara Cirinnà, mamma e papà rifugio sicuro”

15 marzo 2016 ore 13:48, Lucia Bigozzi
“Che senso ha togliere una festa per non urtare? E allora i figli di due papà? Dovrebbero bi-festeggiare”. Gianni Vattimo, filosofo, conduce il ragionamento sul filo dell’ironia commentando con Intelligonews la notizia dell’asilo comunale di Milano che ha deciso di non celebrare la festa del papà per non discriminare due bimbi che hanno due mamme. E per tagliare la testa al toro, propone una festa che metta tutti d’accordo…

Come legge l’iniziativa di un asilo comunale di Milano che non celebra la festa del papà per non turbare due bimbi che hanno due mamme? 

«Beh, per come sono fatto io, abolirei le feste delle categorie specifiche: la festa della donna, del papà, dello zio, del cane. Altrimenti ogni volta ci troviamo di fronte a questo problema… Francamente non saprei dire, mi pare tutto stravagante. E allora i bimbi che hanno due papà? Il 19 marzo dovrebbero bi-festeggiare e in un certo senso sono avvantaggiati rispetto agli altri. Essendo orfano di padre, sono cresciuto con la mamma e la zia; se penso ai miei tempi, dico che non c’erano tutte queste fesserie mercantili che esistono oggi»

Vattimo:'Senza senso togliere il 19 Marzo per non urtare. Cara Cirinnà, mamma e papà rifugio sicuro”
Ma secondo lei la comunità Lgbt ha veramente bisogno di “rimuovere” la festa del papà per evitare discriminazioni ai figli di una coppia omosessuale, come nel caso specifico? Che fastidio dà?

«In linea di principio, tutte le feste vanno benissimo, si facciano davvero tutte: ci si finga Befana o si faccia il Babbo Natale. Secondo me, più feste ci sono e più i simbolismi si moltiplicano. Ma poi, la festa del papà da quando esiste? Diventa di attualità solo adesso perché c’è qualcuno che non la vuole. Certo, non dà fastidio a nessuno e  non penso che ci sia qualcuno che vada in giro a dire ‘ecco, io ho due papà’… mi sembra un po’ tutto a bischero di segugio, eufemismo francese che sottende il significato in italiano… In generale, più feste ci sono e meglio è perché più si moltiplicano i simbolismi e maggiormente la gente si riconosce, si qualifica. Ora, nel caso specifico della festa del papà mi pare faccia parte di feste introdotte per rendere qualcosa commercialmente parlando; credo che si tratti più di un problema creato artificialmente che non dovrebbe esistere. E il giorno che ci dovesse essere la festa del cane, chi ha solo il gatto si sentirebbe discriminato? E allora che facciamo: aboliamo la festa del cane per non turbare chi ha solo il gatto? Tutta questa storia mi pare da criticare ironicamente. Io adesso faccio la festa di quello che va a fare la doccia dopo la ginnastica…. Forse chi non ha la doccia non sarà d’accordo… (sorride, ndr)»

La senatrice dem Monica Cirinnà ha definito le figure di mamma e papà come “stereotipo e pregiudizio”. Qual è la sua valutazione? Non pensa che anche un linguaggio del genere possa determinare un irrigidimento dell’opinione pubblica nei confronti del mondo omosessuale? 

«Non capisco come abbia fatto a dare questa definizione: i genitori sono una figura socialmente prescritta. In un mondo in cui la famiglia è monogamica con un uomo e una donna, i genitori sono una figura culturalmente prevista. Certo, la situazione della genitorialità è cambiata molto nella storia perché dipende da una quantità di fattori sia sociali che culturali nel momento in cui si modifica la struttura della famiglia. Se, ad esempio, uno fosse figlio di un emiro che ha un harem cosa ne sa di chi sono i genitori? Se uno è figlio di un patriarca che ha una serie di mogli di cui non si capisce chi sia la madre, cosa vuole che gli interessi?».

Come figura ha ancora un senso?

«Credo di sì, nel senso che avere qualcuno da cui tornare è importante se si è cacciati dal compagno o dalla compagna. E’ sempre la sicurezza di un rifugio sicuro e questo è un concetto fondamentale nella nostra società»

Lei ha da proporre una festa che metta tutti d’accordo e non irriti o discrimini nessuno? Cosa proporrebbe?

«C’è già: festeggiamo il capodanno, anche se potrebbe urtare i musulmani… Allora propongo la FU, ovvero la Festa Universale e come periodo, la fisserei d’inverno. A me piacerebbe così».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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