Profughi, per Rizzo: "I frutti dell'Occidente. Io dalla parte di Gheddafi, Assad, più ancora di Putin"

15 marzo 2016 ore 15:10, Lucia Bigozzi
“Il dramma di Indomeni? E’ il frutto dell’azione dell’Occidente in Siria e Libia. L’Europa e la Nato sono i responsabili di questa migrazione”. Non ha dubbi Marco Rizzo, segretario nazionale del Partito Comunista e candidato a sindaco di Torino che nella conversazione con Intelligonews focalizza l’attenzione sul dramma dei 700 profughi respinti dalla Macedonia e sulla mossa di Putin in Siria. 

Le immagini di disperazione che arrivano da Idomeni al confine tra Macedonia e Grecia da un lato suscitano grande commozione; dall’altro fanno paura perché sono il segnale di un esodo che non si arresta. E’ invasione? 

«Il fenomeno è a dir poco complesso. Certamente, questi sono i frutti dell’azione dell’Occidente. Io sono assolutamente contrario al termine che usa la sinistra da salotto definendo queste persone come ‘migranti’: le persone non migrano come gli animali ma lo fanno per fame e per scappare dalla guerra. Le cause? Sono l’azione dell’Occidente in quei Paesi: se pensiamo a cosa era la Siria prima che l’Occidente si muovesse o a cosa era la Libia, comprendiamo quello che sta per succedere. L’Europa e la Nato sono i responsabili di questa migrazione».

Perché?

«Perché fanno le guerre e sottraggono le materie prima in quei Paesi. Detto questo, c’è anche un piano dell’Europa per portare sul territorio europeo una marea di uomini disponibili a fare qualunque lavoro a qualunque salario e questo serve come esercito industriale di riserva per distruggere definitivamente i pochi diritti sociali che le classi popolari hanno ancora in questo continente. E’ un cerchio voluto. Ci sono due soluzioni. Uno: azzerare le azioni dell’imperialismo occidentale in questi Paesi. Due: in Europa equiparare il salario medio di ogni lavoratore indipendentemente dal colore della pelle. Questo bloccherebbe xenofobia e razzismo. Altrimenti, da un lato in quei Paesi ci sarà un ulteriore aggravio delle condizioni e qua da noi scatterà una guerra tra poveri impegnati a contendersi risorse che non ci sono più»

Cosa sta sbagliando l’Europa? Non ha strumenti efficaci, politiche di immigrazione adeguate e sta subendo in maniera incontrollata questo flusso di profughi. 

«L’Europa non sta sbagliando perché ha un piano preciso. Se pensiamo che l’Europa faccia le cose che sta facendo perché non c’è unione politica ma solo monetaria, perdiamo tempo con la balle… Si tratta di un piano preordinato in base al quale le classi dirigenti dell’Europa vogliono azzerare i diritti dei lavoratori. D’altra parte, se 62 persone al mondo detengono la ricchezza di metà del pianeta si capisce subito tutto. Esiste l’Europa dei grandi capitali ed è per questo motivo che noi siamo contro l’Europa»

Visto lo scenario attuale, se l’Europa arrivasse un giorno a dire ‘no, non entra più nessuno’ che succederebbe? Scoppierebbe una guerra? 

«Ma l’Europa non lo dirà perché i poteri forti hanno bisogno di azzerare i diritti dei lavoratori e continueranno a farlo indirettamente portando le guerre in altri Paesi in modo da generare l’esodo di milioni di persone. Non dimentichiamo che è la stessa Europa alleata di Stati quali l’Arabia Saudita e la stessa Turchia che in sostanza, sostengono l’Isis»

Come valuta la mossa di Putin in Siria? E’ strategica in chiave anti-Usa nel senso che toglie agli americani “l’arma” di accusa oppure è sempre lui che conduce i giochi?

«Putin fa un gioco geopolitico che è diverso da quello dell’Unione Sovietica. Lo fa con Assad in Siria ma se l’avesse fatto anche con Gheddafi non saremmo a questo punto; solo che in Libia non c’era una base navale russa da difendere»

In che senso? 

«Non c’è più il tempo dell’internazionalismo proletario, purtroppo»

Scusi ma lei che è comunista sta contro il presidente russo Putin?

«Io sono dalla parte di Assad e Gheddafi, più ancora di Putin. Il presidente russo sta facendo un gioco geopolitico, non lo fa certo per l’internazionalismo proletario che era l’ambizione dell’Unione Sovietica. Putin difende interessi geopolitici, non una concezione del mondo che, invece, l’Unione Sovietica aveva. Detto questo, bene che Putin abbia difeso Assad; male che non l’abbia fatto anche con Gheddafi».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]