Biomedicina, il nuovo programma di accelerazione è tutto Made in Italy. Come partecipare?

15 marzo 2016 ore 16:55, Andrea De Angelis
Open Accelerator è un percorso in dieci tappe per ricercatori, scienziati e aspiranti imprenditori, finalizzato alla selezione di sei idee meritevoli di ricevere un investimento seed, fino a un massimo di 100.000 euro a progetto, per un totale di 600.000 euro complessivi.
Il lancio del programma avviene attraverso il sito internet e il bando di call for ideas sarà aperto dal 14 marzo al 30 aprile 2016. La selezione si focalizzerà principalmente su proposte innovative per sistemi avanzati di somministrazione e di rilascio di farmaci oltre che tecnologie per la prevenzione e il trattamento delle patologie.

Il bando prevede la selezione di un massimo di 20 progetti meritevoli di accedere al programma e le quattro macro aree d’interesse sono Drug delivery systems (tecnologie innovative per la somministrazione di farmaci che abbiano le caratteristiche adeguate per il rilascio controllato e mirato all’interno dell’organismo), Wearables (soluzioni tecnologiche e dispositivi indossabili per malattie croniche), Open source prototyping (piattaforme tecnologiche innovative quali dispositivi diagnostici professionali e applicazioni biometriche avanzate) e Big data (analisi e sfruttamento dei dati che consentano la riduzione dei costi sanitari attraverso diagnosi più efficaci e ricerca & sviluppo per l’individuazione farmaci personalizzati).
Biomedicina, il nuovo programma di accelerazione è tutto Made in Italy. Come partecipare?
Forse per molti 'biomedicina' è un termine sconosciuto, ma si può intuire agevolmente di cosa si tratti: infatti tale parola deriva dall'unione dei termini biologia e medicina. Come riporta il sito mplab, con biomedicina ci si riferisce all'applicazione delle metodologie proprie della biologia alla pratica della scienza medica, in particolare nello studio dei meccanismi fisiologici, patologici e farmacologici, specialmente negli aspetti molecolari, e quindi trova il suo più alto compimento nella ricerca biomedica, chiamata anche medicina sperimentale o più impropriamente ricerca medica (non è infatti l'unico modo di fare ricerca nel campo medico). La ricerca biomedica fornisce un grande contributo alla pratica clinica, svelando, passo per passo, le dinamiche molecolari che rendono possibile il nostro essere e di come tali meccanismi si modifichino quando ci ammaliamo, dando la possibilità di comprendere in maggior dettaglio dove e come agire per tentare di porre rimedio alle patologie che ci affliggono.

Tornando al programma, il campus Open Zone di Bresso ospita il percorso di accelerazione. È un’area scientifica in cui le idee sono condivise tra più partner del settore Life Science. L’obiettivo è di favorire l’innovazione, la sinergia e lo sviluppo. "Puntiamo su nuovi progetti, che nascono dall’incontro del mondo digitale con le scienze della vita. Un campo ancora molto inesplorato in Italia che potrà aiutare a rivoluzionare il settore della salute anche in termini di sostenibilità del sistema", spiega Elena Zambon, presidente di Zambon. Durante l’ultima tappa del progetto, chiamato il Pitch Day, i team presenteranno i loro lavori. Un Comitato Scientifico ad hoc sceglierà quali saranno i sei programmi sui quali investire.
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