Vasco sbarca al cinema con il concerto del San Paolo: "Per la musica ho sacrificato tutto"

15 marzo 2016 ore 19:36, Andrea Barcariol
Sarà al cinema per soli tre giorni, in 280 sale, ma tutto ciò che fa Vasco Rossi diventa un evento. C’è grande attesa per  film concerto 'Tutto in una notte/Live Kom 015', girato lo scorso 3 luglio allo stadio San Paolo di Napoli con 11 telecamere puntate su palco che esce a pochi giorni di distanza dal nuovo singolo 'Il blues della chitarra sola'. Il rocker di Zocca lo ha presentato all'Auditorium di Radio Italia infiammando i fan accorsi per vederlo a cui ha firmato firmando dischi, foto e persino reggiseni. “E’ stato il tour dei record e dei topless ma tranquille, abbiamo provveduto a pixelare tutto” – ha scherzato Vasco che ha deciso di dedicare il suo ultimo film alla data napoletana perché "erano 11 anni che non davano più il San Paolo alla musica, forse perché l'ultima volta lo avevano dato a me...". Un rapporto viscerale, quello con i fan, una sorta di magia, che si sublima nel momento del concerto, da sempre il preferito da Vasco. "Quando sono nel camerino non sono io e quando sento fuori tutti che urlano il mio nome penso che stiano aspettando qualcun altro, e io sto tranquillo".

Vasco sbarca al cinema con il concerto del San Paolo: 'Per la musica ho sacrificato tutto'
Pubblico che è pronto a riempire per quattro sere lo stadio Olimpico di Roma il 22, 23, 26 e 27 giugno. Praticamente un record, difficile da battere: "Quattro volte non l'ha fatto nessuno, neanche Vasco Rossi, e io voglio batterlo, anche nel senso di picchiarlo", mentre per San Siro toccherà aspettare il 2017: "Milano ci sarà, non ho intenzione di fermarmi, almeno finchè voi non vi sarete stancati io ci sarò sempre. E pensare che ho bruciato la candela da due parti, pensavo la mia vita sarebbe stata più corta e invece sono sempre qua". Il rocker mette in guardia anche dalla dipendenza da social: “Bisogna disintossicarsi un po', sennò diventa una dipendenza". Bocciati i tg: “Mi innervosisco e mi deprimo”, promossi i libri: "Ti permettono di conoscere altre cose e di capire da dove veniamo, così ti rendi conto che oggi è meglio di ieri, 70 anni fa c'era la guerra che faceva milioni di morti. Questo non è un mondo meraviglioso, ma c'è e c'è stato di peggio".
Capitolo finale dedicato alla musica: "Ho sacrificato amici, famiglia, rapporti, esistevano solo la chitarra, la musica, lo scrivere canzoni” e agli Stadio, gruppo con cui ha collaborato in diverse occasioni (ad esempio Albachiara è stata scritta da Vasco insieme a Curreri): "Che emozione vederli vincere Sanremo, sono una delle band più sottovalutate, Gaetano Curreri è tutto arrosto e niente fumo forse in Italia questo non paga. E senza il suo aiuto non avrei mai cominciato. Certo ora li invidio: a Sanremo erano arrivati ultimi due volte, come me, ma ora l'hanno vinto. Io no, e io amo Sanremo, non ho snobismi".

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