Da Kasparov a Lee Sedol, quando il supercomputer (AlphaGo) batte l'uomo

15 marzo 2016 ore 21:04, Andrea Barcariol
Sembra la scena di uno di quei film di fantascienza ambientati nel futuro: il computer di ultima generazione che batte l'uomo. Senza scomodare Kubrick o altre pellicole di culto, è quanto è accaduto a Seul. Protagonisti della sfida
AlphaGo, il supercomputer sviluppato da Deepmind (promettente startup inglese di machine learning acquisita nel 2014 da Google) e Lee Sedol, 33enne campione del mondo di Go, gioco nato 2500 anni fa in Cina. Il terreno di scontro infatti è stata una scacchiera (il “goban”) con una griglia da 19 x 19 caselle, su cui i due avversari collocano pedine (“pietre”) nere o bianche, poche semplici regole con lo scopo di controllare la zona più ampia sulla superficie di gioco. Esperti del gioco e commentatori avevano scommesso sul campione che è stato battuto seccaemente (4-1) in un match storico, il primo in cui un computer sia riuscito a battere un giocatore di livello 9 dan, considerato fra i più forti del mondo (le sfide sono durate anche 20 ore).

Da Kasparov a Lee Sedol, quando il supercomputer (AlphaGo) batte l'uomo
A differenza degli scacchi o di altri giochi da tavolo il Go nasconde dietro le sue semplici regole una quantità di combinazioni possibili largamente superiore
e per arrivare alla vittoria è necessario applicare strategie che, finora, erano appannaggio esclusivo della velocità di adattamento della mente umana. La sconfitta del campione ha sorpreso un’intera nazione, anche perché le strategie applicate da AlphaGo sono state tanto inusuali quanto efficaci sul lungo termine. Lee Se-dol è riuscito a vincere solo una delle cinque sfide previste (in palio c'era un milione di dollari). “Non ho mai pensato che AlphaGo potesse giocare così perfettamente - ha detto il campione - ha fatto mosse “che non sarebbe stato possibile fare per un essere umano”
Una sfida che ha ricordato quella tra il computer scacchistico IBM Deep Blue e Garri Kasparov, disputata il 10 febbraio 1996 a Philadelfia. La prima partita fu vinta dal computer, progettato esclusivamente per giocare a scacchi, ma Kasparov rovesciò il risultato nelle seguenti cinque partite (tre vinte e due patte) vincendo così il match. Nella rivincita, giocata nel 1997, Deep Blue riuscì a vincere per 3,5 a 2,5.
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