Tumore al seno: si guarisce di più (ma ci si ammala anche di più)

15 novembre 2015 ore 14:38, Adriano Scianca
Tumore al seno: si guarisce di più (ma ci si ammala anche di più)
Meno 30% in 23 anni: le statistiche sulla mortalità del tumore al seno – mostrate alla quarta edizione dell’International Meeting on New Drugs in Breast Cancer al Regina Elena di Roma – danno un segnale di speranza. Il miglioramento dei farmaci, diagnosi sempre più accurate e precoci fanno sì che oggi in Italia vivano 692.955 donne che hanno avuto la neoplasia, con un aumento del 19% rispetto al 2010.

Due terzi di loro possono dirsi guarite, avendo ricevuto la diagnosi da oltre un quinquennio. I farmaci cosiddette a bersaglio, che colpiscono solo le cellule cattive risparmiando le sane, hanno cambiato lo scenario in termini di riduzione della mortalità e migliore qualità di vita. 

Accanto ai dati positivi, ce ne sono altri di tutt'altro tenore. Aumentano, per esempio, i casi di tumore del seno fra le donne che hanno meno di 50 anni. In 15 anni nel nostro Paese si è registrato un incremento del 27%: erano 7.921 nel 2000, quest’anno le nuove diagnosi in questa fascia d’età saranno 10.105. 

“Lo screening nelle donne dai 50 ai 69 anni ha contribuito in maniera determinante a ridurre di quasi il 40% la mortalità per cancro del seno nell’ultimo ventennio – spiega il prof. Francesco Cognetti, direttore dell’Oncologia Medica del Regina Elena di Roma e presidente del Convegno giunto alla quarta edizione -. L’età del primo esame va abbassata per tutte le donne a 45 anni e i controlli devono proseguire fino ai 74. Oggi solo due Regioni, Emilia-Romagna e Piemonte, hanno ampliato in maniera strutturata la fascia d’età da coinvolgere nei programmi di screening, come suggerito dal Piano nazionale prevenzione”.
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