Occhio alla vibrazione del pacemaker: già due morti per il difetto

15 novembre 2016 ore 11:08, Adriano Scianca
Che succede se il micro defibrillatore impiantato nel torace si scarica? Si può anche morire. Negli Usa è accaduto già a due persone, tanto che l'azienda produttrice ha mandato una lettera alle migliaia di cardiochirurgie sparse in Italia e all'estero, raccomandando le procedure da seguire per la “gestione del paziente”. Si tratta della St.Jude Medical, multinazionale americana leader mondiale nel settore della produzione di dispositivi medicali. 

Occhio alla vibrazione del pacemaker: già due morti per il difetto

L'azienda ha immesso sul mercato 398.740 micro defibrillatori, fabbricati prima del maggio 2015, molti dei quali già impiantati a pazienti affetti da cardiopatie. Ebbene, centinaia di questi apparecchi hanno già evidenziato difetti pericolosi, tra i quali, oltre all'esaurimento prematuro delle batterie, il rischio di un corto circuito dell'apparecchio che potrebbe provocare gravi conseguenze. A rischio sono i defibrillatori con terapia di risincronizzazione cardiaca (Crt-D) Fortify, Fortify Assura, Quadra Assura, Unify, Unify Assura e Unify Quadra.

Il problema è che “la sostituzione profilattica del dispositivo - scrive la St.Jude agli ospedali - non è raccomandata, perché le complicazioni derivanti da una sostituzione sono maggiori rispetto al danno associato al corto circuito”. Due pazienti sono già morti a causa del problema, in 10 è stata causata una sincope e in 37 un profondo e pericoloso senso di vertigini, un problema che se non preso in tempo potrebbe creare disturbi ben più gravi. Per il paziente l'avvertimento potrebbe consistere in una leggera vibrazione dell'apparecchio, in questo caso bisognerà rivolgersi al più vicino ospedale. 

Qualche giorno fa, inoltre, è stato evidenziato un problema anche con i pacemaker cardiaci Lcp (Leadless Nanostim), sempre per problemi alle pile. Sui 1.423 pacemaker distribuiti in 20 Paesi, quelli difettosi dovrebbero essere una decina. 
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