Alzheimer, dramma anche economico: 70mila euro annui a malato

15 novembre 2016 ore 9:33, Adriano Scianca
Un videogioco contro l'Alzheimer: si chiama “Stall Catchers” ed è stato lanciato online un mese fa. Si tratta di un videogame che sfrutta le abilità percettive umane per analizzare le immagini di cervelli collaborando allo studio dell’Alzheimer. In un mese ha già fornito dati che avrebbero richiesto 14 mesi di lavoro di laboratorio. “Stall Catchers” è parte di un progetto di citizen science, “EyesOnALZ” (occhi sull’Alzheimer), guidato dal professor Pietro Michelucci direttore dello Human Computation Institute. 

Alzheimer, dramma anche economico: 70mila euro annui a malato


Il gioco consiste nell’identificare i capillari ostruiti nel cervello dove il sangue non scorre più, navigando attraverso immagini ottenute al microscopio di cervelli di topi malati. L’occlusione del 2% dei vasi sanguigni cerebrali porta ad una riduzione del 30% del flusso ematico e quindi ad una scarsa irrorazione cerebrale. Ciò è importante per la salute del cervello anche perché è sempre più chiaro che il problema vascolare può portare a deficit cognitivi importanti e anche contribuire allo sviluppo di demenze, come l’Alzheimer. Il compito di analizzare i dati raccolti dagli scienziati del Schaffer-Nishimura Laboratory del dipartimento di ingegneria biomedica della Cornell University. 

Oggi l'Alzheimer colpisce oltre 600 mila italiani con incidenza destinata a raddoppiare entro il 2020. Il principale fattore di rischio della malattia è rappresentato dall’età: secondo i dati ISTAT l’Alzheimer colpisce oltre il 10% delle persone tra i 65 e i 75 anni e la sua incidenza supera il 40% negli ultranovantenni. Per le famiglie, oltre al dramma psicologico e affettivo di vedere un proprio caro perdere gradualmente consapevolezza di sé e del mondo che ha intorno, si tratta di un disastro anche economico: un paziente con malattia di Alzheimer comporta un costo medio annuo di circa 70 mila euro, quasi totalmente a carico della famiglia. Circa il 30% di questa quota è legata ai costi diretti, ad esempio la spesa per una badante, mentre il rimanente 70% è legato alla perdita di reddito familiare, ad esempio i figli costretti a dover rinunciare a parte del loro lavoro per assistere il padre o la madre. 
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