Spettro spread sul Referendum, Renzi tira in ballo i Mercati: scoppia la polemica

15 novembre 2016 ore 11:16, Luca Lippi
I mercati sono spesso contrari all’incertezza, è un dato di fatto, e c’è un’incertezza maggiore di quella del referendum? 
È esattamente quello che pensa anche il Presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi: “lo spread? E' ovvio, se c'è incertezza aumenta. Non è una minaccia, è una constatazione”.
L'ansia comincia a ‘esondare’ anche al di là degli argini della politica da campagna referendaria
Ieri protagonista della giornata è stato di nuovo lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco che, dopo un avvio in leggero calo, è tornato a salire e ha toccato un massimo intraday a 184,486 punti base per poi ripiegare fino a 175,855, comunque al di sopra dei 173,294 di venerdì. 
L'allargamento del differenziale, spiegano alcuni tecnici, è dovuto a una maggiore cautela da parte degli investitori in vista del referendum costituzionale che ci sarà tra poco meno di 3 settimane.
In realtà l’aumento di differenziale è dovuto all’effetto Trump che rassicura le borse e assai meno le obbligazioni.
Comunque sia, siccome ogni cosa che accade è ‘torta’ fino a portarla come spunto per affrontare il discorso del referendum, e allora è giusto parlare di cronaca e meno di economia.
Dal fronte del si parla soprattutto Matteo Renzi: Me lo immagino un leghista o un 5 Stelle che entra in cabina elettorale: se vuole votare No deve tenere gli occhi chiusi, perché se legge il quesito vota Sì" e aggiunge “La vera lotta alla casta è la riforma costituzionale. La riforma prevede il taglio dei costi della politica, l'abolizione del Cnel. A naso direi che la casta sta con quelli che vogliono difendere i superstipendi. Volete tenervi quelli che hanno galleggiato per decenni? Ma non parlate di lotta alla casta".

Spettro spread sul Referendum, Renzi tira in ballo i Mercati: scoppia la polemica

Dal fronte del no troviamo Stefano Parisi: “Se al referendum costituzionale del 4 dicembre dovessero vincere i No, bisognerà cambiare la legge elettorale e andare subito a elezioni per un governo stabile. Renzi ha dato messaggi negativi, dicendo che se vince il No è il caos, ma noi ci sentiamo di dover tranquillizzare il nostro paese ed evitiamo di danneggiarlo: noi ci candidiamo ad essere l'alternativa al governo Renzi”.
Aggiunge Parisi sottolineando che un centrodestra di moderati può avere molte chance, “noi ci candidiamo”, mentre con la leadership del leghista Matteo Salvini, che “ha detto di essere il leader della destra, non si vince”.
Tutto questo perché è salito lo spread, vediamo domani cosa influenzerà il referendum.

autore / Luca Lippi
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