Referendum, l'anatema di D'Alema a Renzi: "Col No resti, se Sì trionfo M5S"

15 novembre 2016 ore 13:15, Andrea De Angelis
Mancano ormai meno di tre settimane al voto. La campagna elettorale che da mesi interessa l'Italia sta finalmente per concludersi, ma è lecito aspettarsi gli ultimi colpi a ridosso del 4 dicembre. D'Alema si sta spendendo in questo senso al massimo, prima annunciando il suo "No", poi dicendo che questa sarà la sua ultima battaglia per quanto riguarda la politica italiana, infine spiegando in quel di Genova che in caso di vittoria del No il Paese non resterà senza Governo. Anzi. Se invece dovesse vincere il Sì gli scenari sarebbero decisamente peggiori. 

L'esatto opposto del mantra che ci stanno ripetendo da tempo Renzi, Boschi e non solo. D'Alema invece no, spersonalizza le urne da Renzi (come consigliato allo stesso premier addirittura da Napolitano in tempi non sospetti) e addirittura sembra dire che il Partito Democratico rischia di perdere la guida del Paese proprio in caso di vittoria del Sì. Non in questo autunno, con ogni probabilità neanche il prossimo anno, ma in un futuro comunque vicino. Perchè, dunque, Renzi non andrebbe a casa? Il Massimo nazionale ha le idee chiare: "La vittoria del no renderebbe impossibili elezioni anticipate perché si dovrebbero rifare le leggi elettorali e quindi ci sarebbe bisogno di un governo che può essere l'attuale se Renzi non si dimette". 

Referendum, l'anatema di D'Alema a Renzi: 'Col No resti, se Sì trionfo M5S'
Viceversa, in caso di vittoria del Sì lo scenario sarebbe decisamente meno roseo. Non solo perché (è evidente) D'Alema perderebbe la sua ultima battaglia politica, ma anche per il partito di cui fa parte. Secondo D'Alema infatti se a prevalere fosse il Sì "consoliderebbe il partito della Nazione, incarnazione dell'establishment che preparerebbe lo scenario di una vittoria del Movimento 5 Stelle". Dunque secondo la teoria appena presentata, chi sostiene il Sì (Renzi) dovrebbe sperare in una vittoria dell'altra parte, mentre chi è all'opposizione del governo guidato dall'ex sindaco di Firenze avrebbe interesse a sperare in una vittoria dello stesso. Una teoria per certi versi nuova, dunque. Sicuramente curiosa. Sulla quale ancora non è arrivata nessuna risposta da parte del Pd...


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