Trump nella bufera con Bannon intanto chiama Putin

15 novembre 2016 ore 13:10, Americo Mascarucci
Donald Trump sta sondando il terreno dei rapporti internazionali.
Dopo le innumerevoli indiscrezioni che hanno contraddistinto la campagna elettorale con le presunte interferenze russe in favore di Donald Trump smentite tanto da Mosca che dall'entourage presidenziale, è arrivata la prima telefonata fra il neo presidente Usa e Vladimir Putin.
I due hanno deciso di incontrarsi il prima possibile nel 2017, comunque non prima del 20 gennaio, giorno dell'insediamento del nuovo inquilino della Casa Bianca.
"Putin e Trump hanno condiviso la necessità di sforzi congiunti nella lotta contro il nemico comune numero 1, il terrorismo internazionale e hanno discusso di come trovare un accordo per risolvere la crisi in Siria".
Lo riferirebbe il Cremlino, citato dall'agenzia Tass, 
Un accordo che con Trump potrebbe essere meno distante dal momento che, a differenza di Obama e della Clinton, Trump non pone come condizione imprescindibile l'esilio di Bashar Al Assad alleato di Mosca.
Trump nella bufera con Bannon intanto chiama Putin
Trump ha infatti ribadito che la priorità è sconfiggere l'Isis e non cacciare il presidente siriano.
 
"Putin e Trump non solo hanno concordato sulla necessità di migliorare la qualità al momento estremamente bassa delle relazioni tra Russia e America, ma hanno anche discusso di una normalizzazione dei rapporti per una collaborazione costruttiva su diversi temi sottolineando in particolare l'importanza di creare solidi legami bilaterali attraverso lo sviluppo delle rispettive economie e dei commerci".  

Tuttavia i problemi maggiori per Trump arrivano dall'interno e riguardano la composizione della squadra di governo.
Sta facendo molto discutere la notizia di un ruolo chiave nella futura amministrazione di Stephen Bannon, l’ex capo del sito di estrema destra Breitbart News accusato di razzismo e antisemitismo. Trump lo vorrebbe come consigliere strategico. 
Breitbart News è un punto di riferimento per il movimento di destra alternativl ai Repubblicani tradizionali e ha costituito un’importante base elettorale per Trump.
Comprende soprattutto giovani bianchi che vedono multiculturalismo e immigrazione come gravi minacce per gli Stati Uniti.
Ecco perché la scelta di Bannon è vista da molti come il fumo negli occhi e un pericolo per le future strategie degli Usa.

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