Capacchione (Pd): «Balotelli? Qualcuno lo consigli, il mondo "viziato" che frequenta non lo aiuta... Su indulto né con Renzi né con Napo»

15 ottobre 2013 ore 13:31, Marta Moriconi
Capacchione (Pd): «Balotelli? Qualcuno lo consigli, il mondo 'viziato' che frequenta non lo aiuta... Su indulto né con Renzi né con Napo»
Alla senatrice del Pd Rosaria Capacchione, membro Commissione Giustizia e giornalista del “Mattino” che vive sotto scorta, abbiamo chiesto di chiarire la sua posizione sull'attaccante del Milan e della nazionale azzurra, Mario Balotelli, che durante l’allenamento degli azzurri a Quarto aveva rifiutato l'immagine di simbolo anti-camorra. Lei, che era rimasta irritata dalle parole del giovane bomber, ha specificato: «Ragionavo per paradosso: io potrei anche essere uno che simpatizza per la camorra, ma sarei un cretino se lo dicessi. Comunque propendo per l’ ipotesi che si tratti di parole sciocche». Ma la Capacchione ha tentato anche una sorta di giustificazione,  forse non capisce il peso di quanto ha dichiarato «perché è nato in un’altra realtà e in un altro contesto». E due sono i suggerimenti che da IntelligoNews gli invia. Poi la conversazione continua sui temi dell’attualità politica: dalla legge Bossi-Fini ai provvedimenti di clemenza… Lei ha parlato di Balotelli come di un imbecille. O non vorrebbe che in questo modo abbia voluto mandare un messaggio chiaro a qualcuno… Ci spiega bene cosa intende dire? «Non ho detto proprio così. Ho semplicemente pensato che o ha detto una cosa da imbecille, cioè ha detto una cosa sciocca, stupida e pericolosa, o se non è così la cosa ha un altro significato, delle due l’una. Ragionavo per paradosso: io potrei anche essere uno che simpatizza per la camorra, ma sarei un cretino se lo dicessi. Comunque propendo per l’ ipotesi che si tratti di parole sciocche. E’ uno che non sa neanche cosa dice e non si rende conto che certe cose, dette in alcuni posti e in determinati luoghi, hanno un altro significato. Forse non lo capisce perché è nato in un’altra realtà e in un altro contesto». Può anche darsi che per i giovani di oggi alcune realtà non vengano percepite così negativamente. C’è tutta una regia mediatica che lavora in questo senso… «E’ possibile, com’è vero anche il contrario. Se questa frase l’avesse detta un signore qualunque non avrebbe avuto nessun significato. Ma l’ha detta uno che è un campione, un idolo di tanti giovani, in un contesto del genere, mentre era lì a fare una partita con la squadra sul campo anti-camorra, questo significa non capire quello che si sta dicendo. Magari qualcuno lo consigli. Il mondo “viziato” che frequenta, magari, non gli fa intuire che sta dicendo qualcosa in contrasto con quello che sta facendo. Non è obbligatorio che parli. comunque». Ma il caso Miccoli, non dovrebbe insegnare qualcosa? «Per questo la frase di Balotelli è irritante. Appena un anno fa era stato coinvolto in quell’incidente a Scampia… avrebbe fatto bene a tacere». Indulto e amnistia. Matteo Renzi ha sollevato una polemica chiamando in causa il capo dello Stato. La sua posizione? «La mia posizione non coincide con nessuno dei due. Parlo a titolo personale comunque. Da senatrice in Commissione Giustizia penso, e mi condividono in molti in Commissione, che noi stiamo facendo un lavoraccio per ridisegnare tutto il sistema delle sanzioni, dalla depenalizzazione di alcuni reati, alle misure relative al carcere e tutta una serie di cose…  Anche alla luce di esperienze fatte in altri contesti, da giornalista giudiziaria, so che quando tu cambi in maniera significativa il sistema penale, tu devi mettere un punto fermo, questo varrebbe anche se in carcere non ci fosse nemmeno una persona. Tu nel bene e nel male stai cambiando il sistema sanzionatorio, vai a creare una disparità rispetto a quello che era ieri. Quindi secondo me bisogna mettere un punto: tutto quello che domani sarà depenalizzato non andrà mischiato… Che senso ha? Ci sono delle cose che, secondo me, se messe a conclusione di un discorso che stiamo facendo, non dico che siano obbligate… ma sono obbligate, che ci sia o meno un detenuto in cella». Il fatto che lei viva sotto-scorta, la condiziona su questa materia? «Ma i reati, come quelli che intende lei, non rientrano in questo discorso. Il mio presupposto è un altro, noi stiamo ridisegnando tutto il sistema sanzionatorio, alla fine di questo lavoro, che è un lavoro epocale, qualcosa dovremo pure farla…». Amnistia. Quagliariello ha rilanciato: “Deve valere anche per Berlusconi”… Tolta la maschera? «A me non interessa. Se Berlusconi è accusato di furto e il furto rientra nell’amnistia, io non è che posso mettermi a discutere sul perché Berlusconi sia accusato di furto. Stiamo pagando un prezzo molto alto alla sudditanza ventennale al berlusconismo. Qualunque ragionamento si vada a fare, passa inevitabilmente e sempre per il Cavaliere… Considerato che tra dieci anni Berlusconi non sarà più in politica, possiamo anche fare un ragionamento che vada al di là di lui». Cosa pensa della Bossi-Fini? «Sono contraria e non comprendo proprio il reato di clandestinità. Devo ancora capire, come fatto mio culturale, quando chiedono il passaporto… Sono italiana e meridionale, e appartengo a una parte della popolazione mondiale che del fenomeno migratorio ha fatto parte, quando eravamo noi a salpare. Io non dimentico la mia storia, ognuno di noi ha un parente che è andato dall’altra parte del mondo. Non ho ancora dimenticato l’orrore che ho provato quando il Parlamento ha approvato il reato di clandestinità». Sulla Fini- Giovanardi, invece, è d’accordo con quanti dicono che agevoli l’illegalità e quindi le mafie? «Andrebbe fatto un discorso più ampio, ma non è questo il momento, né è questo il Paese. Penso all’Olanda o alla Svizzera, che in maniera più laica, hanno autorizzato in qualche modo la distribuzione di sostanze proibite qui, hanno sottratto una fetta considerevole di mercato alla criminalità organizzata. Ma non credo che questo sia il Paese dove questo si possa fare. Sono Paesi calvinisti, più laici quelli, hanno un approccio basato sulla convivenza anche economica. Noi ci mettiamo più etica».  
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