Depressione e invalidità: nel 2020 sarà seconda solo a malattie cardiovascolari

15 ottobre 2015, Andrea De Angelis
Non è sul podio, ma solo per poco, al punto da credere che nell'immediato futuro possa finirci. 

Depressione e invalidità: nel 2020 sarà seconda solo a malattie cardiovascolari
Parliamo delle malattie che causano invalidità, che vede al quarto posto salire la depressione, spesso ancora considerata (erroneamente) una malattia di seconda serie. 

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2001 la depressione si trovava al quarto posto fra le malattie causa di invalidità e si prevede che entro il 2020 raggiungerà il secondo posto dopo le malattie cardiovascolari.

Il 17 ottobre è la giornata mondiale dedicata alla depressione, che nasce con lo scopo principale di dare informazioni corrette alla popolazione sulla natura della malattia depressiva e dei disturbi dell'umore.  
Il tema quest'anno al centro del dibattito sarà 'La depressione della porta accanto'.

Il disturbo depressivo maggiore è una malattia invalidante che coinvolge spesso sia la sfera affettiva che cognitiva della persona influendo negativamente in modo disadattativo sulla vita familiare, lavorativa, sullo studio, sulle abitudini alimentari e riguardo al sonno, sulla salute fisica con forte impatto dunque sullo stile di vita e la qualità della vita in generale. 

La diagnosi si basa sulle esperienze auto-riferite dal paziente, sul comportamento riportato da parenti o amici e un esame dello stato mentale. 
Non esiste attualmente un test di laboratorio per la sua diagnosi, ma il momento più comune di esordio è tra i 20 e i 30 anni, con un picco tra i 30 e i 40 anni.






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