Pensioni, part-time per gli over 63: la soluzione non "raffazzonata" di Renzi. E c'è l'opzione donna

15 ottobre 2015, Luca Lippi
Pensioni, part-time per gli over 63: la soluzione non 'raffazzonata' di Renzi. E c'è l'opzione donna
Oggi è il giorno del Cdm per il varo della legge di Stabilità e proprio sul filo di lana Matteo Renzi ha deciso di togliere (tentare di smarcarsi) ogni possibilità di contrasto diretto con i sindacati, già sul piede di guerra per il rinvio annunciato della riforma delle pensioni e relativa flessibilità.
La sensazione che il tentativo di “salvare capra e cavoli” sia destinato a fallire (come tutte le cose fatte a metà, è piuttosto elevata, e lo è altrettanto il fatto che spesso mezze misure in attesa di sistemare definitivamente le questioni si trasformino in norme strutturali e strutturate definitive.

In buona sostanza Matteo Renzi ha deciso all’ultimo momento di introdurre un regolamento per i lavoratori che dal 2016 a fine 2018 maturano i requisiti per la pensione in base alla legge Fornero e quindi potranno, sulla base di accordi individuali con l’azienda, optare per una riduzione dell’orario dal 40 al 60%. Il datore di lavoro metterà in busta paga i contributi netti che avrebbe versato all’Inps, ma al dipendente saranno riconosciuti i contributi figurativi, per cui quando uscirà del tutto dal mondo del lavoro non vedrà intaccato l’assegno. 
La platea dei possibili beneficiari comprende tutti coloro che l’anno prossimo raggiungeranno i 63 anni e 7 mesi, che è l’età prevista dalla Fornero per la pensione anticipata a patto che si siano raggiunti i 20 anni di contribuzione.

Non abbiamo avuto il tempo di fare bene i conti ma sarà nostra cura farlo a stretto giro, riportiamo che la “mezza riforma” costerebbe allo stato solamente 100 milioni di euro (questo è quanto dichiarato da fonti governative). È stata altresì prevista una misura secondo la quale la flessibilità in uscita  per i lavoratori a due anni dalla pensione che vogliono optare per il part-time (almeno al 50%) sarà concesso solo se l’azienda si impegna ad assumere altre persone con sgravi specifici.

E c'è quella che già viene chiamata l'opzione donna. Sarà possibile l'uscita a 62-63 anni, taglio 10%? Si ragiona su questo e si parla di 35 anni di contributo. Sarebbe previsto anche il ricalcolo contributivo, una riduzione cioè dell'assegno legata alla speranza di vita e pari a circa il 10% per tre anni di anticipo rispetto all'età di vecchiaia, come riporta Tgcom. 

Ora la questione è “nei termini” poiché Matteo Renzi in una intervista aveva letteralmente affermato che avrebbe preso tempo poiché non era intenzione del governo intervenire sulla questione della riforma delle pensioni “nel giro di pochi mesi ma non in modo raffazzonato”. Alla notizia delle proposta “sulla campanella” la Camusso ha commentato: “Se non sarà nella legge di Stabilità non ci fermeremo, continueremo a parlare e manifestare. 

Non ci rassegniamo perché non abbiamo avuto la risposta giusta la prima volta". 


autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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