Volkswagen investirà ancora in Italia, intanto la GdF perquisisce la sede a Verona

15 ottobre 2015, Luca Lippi
Volkswagen investirà ancora in Italia, intanto la GdF perquisisce la sede a Verona
Il caso “dieselgate” continua a tenere banco, fra smentite, conferme e scuse all’apice dell’attenzione c’è la volontà di sistemare e riprendere il lavoro nel più breve tempo possibile. Su questo l’amministratore delegato di Volkswagen Italia Massimo Nordio è stato piuttosto rassicurante; convocato in audizione al senato ha spiegato che per quanto riguarda l’Italia i veicoli coinvolti nello “scandalo” sono 1300, numeri che confrontati con i 200 mila veicoli venduti nel 2014 diventa una criticità facilmente risolvibile.

In Italia il gruppo Volkswagen impiega circa 800 lavoratori e con la rete di concessionarie arriva a dare lavoro a 11 mila persone. L’azienda è radicata sul territorio da oltre 60 anni e si avvale di un indotto di 1500 aziende che forniscono materiali alla casa madre. Massimo Nordio rassicura tutti che nonostante il clamore sollevato nell’ultimo mese, gli ordini del mese di ottobre sono grossomodo in linea con le previsioni.

Alle parole di Massimo Nordio si aggiungono quelle di Rupert Stadler (presidente di Audi) che in una lettera alla Presidenza del consiglio dei Ministri ha rassicurato la non variazione dei piani di investimento in Italia. C’è da sottolineare che un numero di invenduto nell’industria automobilistica è piuttosto fisiologico, del resto le aziende produttrici continuano a produrre utilizzando le tecnologie più recenti, per logica non desterebbe preoccupazione il ritiro di 1300 auto dal mercato italiano, sempre senza considerare che la soluzione è la sostituzione di una centralina!

Dunque i tedeschi cercano di tenere sotto controllo soprattutto il contraccolpo all’immagine ma non intendono rinunciare a produrre e questo è un ottimo segnale anche per l’Italia. Di contro, ci sono le indagini della procura della repubblica di Verona che procede d’ufficio (spesso sono i cosiddetti atti dovuti) per verificare responsabilità dei vertici di Volkswagen Italia. Nello specifico i vertici sono indagati di frode in commercio, reato ascrivibile qualora si riuscisse a dimostrare la non buona fede dei dirigenti a commercializzare vetture non in ordine con i parametri stabiliti da Euro5.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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