Delitto Molteni, l’ombra delle minacce sull’agguato all’architetto

15 ottobre 2015, intelligo
Delitto Molteni, l’ombra delle minacce sull’agguato all’architetto
di Anna Paratore

Si chiamava Alfio Molteni, aveva 58 anni, e ieri sera è stato ucciso davanti casa da un misterioso killer che lo ha atteso nel buio del cortile. Molteni era un noto professionista con un avviato studio a Mariano Comense, e si occupava per lo più di arredamenti d’interni. Alle 21 circa di mercoledì sera, stava raggiungendo l’abitazione del padre, in via Garibaldi, nel centro di Carugo. In quel momento sulla zona cadeva una pioggia battente, una condizione che ha aiutato il lavoro del killer. Per strada infatti non c’era nessuno, e chiunque sia l’assassino ha avuto modo di attendere la vittima senza rischiare di venire scoperto.

Secondo gli inquirenti si tratterebbe di un delitto pianificato, una vera e propria esecuzione, con parecchi colpi sparati alle spalle di Alfio Molteni che non ha avuto scampo. Ciononostante, l’architetto non è morto sul colpo, ma si è accasciato a terra ferito in modo gravissimo. Intanto, all’interno del palazzo, qualcuno ha avvertito i colpi di arma da fuoco, e ha provveduto ad allertare il 118. I soccorsi sono quindi arrivati in tempi brevissimi, e gli addetti del 118 hanno tentato di rianimare il professionista che però è arrivato all’ospedale di Cantù in condizioni drammatiche.  Qui, l’arresto cardiaco è sopraggiunto un paio di ore dopo, e non risulta che Molteni abbia mai ripreso conoscenza per poter spiegare cosa fosse successo e se, per caso, avesse riconosciuto il suo aggressore.

Pare che da tempo l’architetto subisse pesanti minacce anche se gli inquirenti non hanno ancora saputo chiarire cosa stesse accadendo nella vita del professionista e quali fossero gli eventuali problemi che stesse affrontando. Da rilevare, comunque, un paio di gravissimi episodi sempre a danno dell’architetto che si erano verificati alcuni mesi fa. Il primo di essi a maggio scorso quando l’auto di Alfio Molteni era stata incendiata da mano ignota proprio nel parcheggio sotto lo studio del professionista. In seguito, a luglio, alcuni colpi di arma da fuoco erano stati esplosi questa volta contro le finestre dell’appartamento del padre dell’architetto, dove il professionista si era trasferito da poco portando con sé anche il figlio.

Dopo l’agguato, alcuni parenti della vittima che in quel momento erano in casa e sono corsi immediatamente in strada per tentare di soccorrere il congiunto, avrebbero avuto un alterco con alcuni uomini delle Forze dell’Ordine. Da quello che si è potuto comprendere, infatti, Molteni aveva denunciato le intimidazioni ricevute, ma sembra che fosse stato ampiamente rassicurato e che gli fosse stato risposto di non preoccuparsi. Le indagini sono affidate ai carabinieri della compagnia di Cantù e del reparto operativo di Como.

autore / intelligo
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