Servizio civile o militare, ma obbligatorio. Salvini come Bagnasco?

15 ottobre 2015, Andrea De Angelis
Servizio civile o militare, ma obbligatorio. Salvini come Bagnasco?
"Bisogna riportare in italia ordine, disciplina e rispetto". Lo dice il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, parlando ai poliziotti che stanno protestando in piazza Montecitorio davanti alla Camera. Nulla di nuovo, insomma. Anzi sì, o almeno in parte, visto che anche quanto segue era già stato detto (almeno in parte) dal leader leghista: "Se per insegnare questi valori, se per insegnare a rispettare il prossimo, a convivere con il prossimo bisogna ipotizzare di reintrodurre il servizio civile o militare obbligatorio allora facciamolo".

Civile o militare, dunque. Non solo militare. Ancora una volta Salvini dimostra di parlare sì alla pancia, ma fino a un certo punto. Perché il servizio civile obbligatorio, e questo lo sa benissimo, piace e tanto anche alla sinistra. Lui, del resto, in gioventù frequentò il centro sociale Leoncavallo, che influenzò fortemente il suo orientamento politico. Da lì in poi, non è mistero, si schiererà con le correnti di estrema sinistra della Lega, e fu il fondatore e leader dei Comunisti Padani.
 
La proposta, insomma, potrebbe diventare anche un cavallo (senza leon...) di battaglia della prossima campagna elettorale, quando sarà impegnato a Milano come a Roma per portare a Palazzo Marino e in Campidoglio il suo candidato. 

Ma cosa è cambiato in Italia? Salvini infatti parla, correttamente, di "reintrodurre". Il Servizio Civile Nazionale affonda le sue radici nella storia dell'obiezione di coscienza di cui è il naturale erede in un rapporto di continuità. Nel 1972 - sotto la spinta delle azioni di protesta condotte dalle organizzazioni non violente, del crescente interesse dei cittadini nei confronti dell'obiezione di coscienza e del gran numero di giovani disposti ad affrontare il carcere pur di non prestare un servizio armato - il governo approvò la legge n. 772 "Norme in materia di obiezione di coscienza", che sanciva il diritto all'obiezione per motivi morali, religiosi e filosofici ed istituiva il servizio civile sostitutivo del servizio militare e, pertanto, obbligatorio.

Servizio civile o militare, ma obbligatorio. Salvini come Bagnasco?
La legge dedicava un solo articolo su 17, alle finalità e all'organizzazione del Servizio civile, istituito chiaramente per trovare un impiego agli obiettori. L'esperienza iniziale di poche decine di uomini, diventa alla fine degli anni '80 l'esperienza di migliaia di giovani anche grazie alla sentenza della Corte Costituzionale (1989) che parifica la durata dei due servizi militare e civile. Da qui il boom degli obiettori che raggiungono nel 1999 la cifra di 110.000 domande.
L'8 luglio 1998, il Parlamento vara la legge n. 230 "Nuove norme in materia di obiezione di coscienza": l'obiezione di coscienza viene riconosciuta diritto del cittadino. La norma, che abroga la legge 772 del 1972, all'art. 1 statuisce: "I cittadini che, per obbedienza alla coscienza, nell'esercizio del diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione (omissis) opponendosi all'uso delle armi, non accettano l'arruolamento nelle Forze armate e nei Corpi armati dello Stato, possono adempiere gli obblighi di leva prestando, in sostituzione del servizio militare, un servizio civile, diverso per natura e autonomo dal servizio militare, ma come questo rispondente al dovere costituzionale di difesa della Patria".

Contestualmente l'amministrazione di questo servizio viene sottratta al Ministero della Difesa ed affidata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ove viene costituito un apposito Ufficio Nazionale per il Servizio Civile.
La legge, votata dopo 11 anni di dibattito politico (1987-1998), viene approvata alla vigilia della riforma che porterà ad un nuovo sistema di Forze armate su base esclusivamente volontaria. Tale riforma, fortemente innovativa, è attuata dal Parlamento il 14 novembre 2000 attraverso la legge 331 "Norma per la istituzione del servizio militare professionale"; tale norma fissa al 1° gennaio 2007 la data di sospensione della leva obbligatoria che successivamente viene anticipata al 1° gennaio 2005 (legge 23 agosto 2004 n. 226).

Il 2005 è quindi l'anno nel quale anche ai ragazzi è concesso di partecipare volontariamente al SCN: si passa dal 6% di adesioni maschili del 2004, al 25% del 2005.

Servizio civile o militare, ma obbligatorio. Salvini come Bagnasco?
Si moltiplicano di recente le voci di coloro i quali vorrebbero reintrodurre l'obbligatorietà del servizio. 
Più di un anno fa a chiedere una riforma del servizio civile per rafforzare una palestra di buone relazioni e di vita comunitaria fu il cardinale Bagnasco, allora presidente della Cei.
"Sono molto convinto, insieme ai miei confratelli, che un servizio civile strutturale e anche obbligatorio, nei tempi giusti e corretti - una vera palestra del vivere insieme, con fatiche, gioie, soddisfazioni e impegno - sia necessario in questo clima. C’è bisogno di tornare alla scuola delle buone relazioni, dove si impara a stare con gli altri, nelle differenze e tra generazioni come fondamento di quel vivere insieme nella giustizia, nell’equità, nell’aiuto reciproco che sono fondamento della pace. Auspico che sia un servizio civile più organizzato e aperto a tutti".

Salvini come Bagnasco dunque? La storia dirà chi ha ragione.

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