Ncd, Giovanardi: “Io e altri non vogliamo fare la fine di Fini e Casini. Possibile un gruppo autonomo"

15 ottobre 2015, Lucia Bigozzi
Ncd, Giovanardi: “Io e altri non vogliamo fare la fine di Fini e Casini. Possibile un gruppo autonomo'
“Non vogliamo fare la fine di Casini e Fini”. Netto il concetto con cui Carlo Giovanardi, senatore Ncd, il giorno dopo le dimissioni di Gaetano Quagliariello da coordinatore nazionale del suo partito, anticipa a Intelligonews le prossime mosse di chi non accetta di “essere considerati utili idioti di Renzi”. 

Come commenta la scelta di Quagliariello?

«Quando si arriva a una situazione insopportabile di un partito di governo come il Pd che ha preso il 25 per cento alle elezioni, che governa grazie ai nostri voti determinanti e che con arroganza, attraverso il presidente del Consiglio, il ministro per i rapporti con il parlamento e il sottosegretario Scalfarotto che addirittura fa uno sciopero della fame, impone – stracciando la Costituzione e i Regolamenti parlamentari – l’incardinamento della legge sulle unioni civili che per noi è una rivoluzione antropologica assolutamente inaccettabile e lo fa un’ora dopo che coi nostri voti determinanti è passata la riforma del Senato dicendoci in sostanza: sapete che c’è? Di voi non ci interessa assolutamente niente; ma quale partito che abbia un minimo di dignità e non vuole essere trattato come gli utili idioti o come gli ascari, può accettare un simile trattamento? Non solo ma ci sono poi le iniziative del sottosegretario agli Esteri sulla legalizzazione della cannabis, la distruzione della Commissione per le adozioni internazionali e se da un mese chiediamo alla presidenza del Consiglio di interrompere la collaborazione con il circolo “Mieli” consulente per le questioni Lgbt e non abbiamo risposta, ma secondo lei uno cosa dovrebbe fare? ».

E infatti Quagliariello è in partenza. In realtà queste domande dovrebbe farle ad Alfano che all’ex coordinatore nazionale di Ncd ha detto ‘prego, si accomodi’. Cosa risponde?

«Secondo lei, in un partito che i sondaggi danno al 2 per cento, un presidente può permettersi di rispondere ‘prego, si accomodi’? Mi sembra una cosa un po’ surreale. Noi siamo nati due anni fa e ci siamo chiamati Nuovo Centrodestra; posso capire chi vuole andare col Pd o allearsi con Renzi, ma chi ha aderito a un partito che si chiama Nuovo Centrodestra ha detto chiaro e tondo: finite le riforme ognuno torna a casa sua e va per la sua strada. Se Alfano vuole fare una scelta diversa la faccia, io non lo contesto, ma dico che noi avremmo dovuto avere la legittimità di porre la questione».

Carlo Giovanardi cosa fa? Seguirà Quagliariello e verso quale approdo?

«Carlo Giovanardi lo ha detto e ribadito: resto nel centrodestra, non vado nella Lega e neanche in Fi dove peraltro non sono mai stato. Vado insieme a tutti quelli che vogliono essere alternativi alla sinistra a cominciare già dalle elezioni di Roma e Milano. Quindi, insieme a politici come Tosi in Veneto, Schittulli in Puglia, Ricci in Umbria, Raffaele Fitto, Mario Mauro coi suoi popolari.
Scusi ma Tosi in un’intervista ha ipotizzato l’adesione al partito della nazione di Renzi. Quindi chi vuole essere alternativo alla sinistra deve concorrere a ricostruire il centrodestra».

Quindi alleanza con la Lega?

«Non vedo il problema. Io sono stato al governo per nove anni con la Lega. Eppoi nella Lega non c’è solo Salvini, c’è anche Maroni».

Quando e come l’addio a Ncd? 

«Intanto va detto che noi facciamo parte di un gruppo che si chiama Alleanza Popolare dove stanno persone provenienti da Ncd, Udc, Scelta Civica, indipendenti. Sinceramente cosa sia oggi Ncd non si capisce: dopo i Circoli fatti nel 2013 non è stato fatto più niente. Molto serenamente io credo che chi vuole andare nel centrosinistra fa la sua scelta; a me sembra curioso e paradossale che un partito che si chiama Nuovo Centrodestra vada con la sinistra»

Sta preparando un nuovo gruppo parlamentare con Quagliariello?

«Se ci sono le condizioni e le possibilità faremo anche un gruppo autonomo».

Quanti senatori di Ncd stanno con voi?

«Se facciamo un gruppo parlamentare, più di dieci».

Cosa rimprovera ad Alfano? Aveva ragione Berlusconi?

«Io dico questo: si può stare al governo, come ci siamo stati, ma non si può starci dicendo che qualunque cosa gli alleati ti impongono, l’esecutivo non è in discussione, perché già questo è un principio di subalternità. Il problema è che questa subalternità l’ha percepita chiaramente l’elettorato che coi voti non ha gratificato questa esperienza. Probabilmente assomiglia troppo all’esperienza di Fini e Casini i cui rispettivi partiti sono spariti. E noi non vogliamo fare la fine di Fini e Casini»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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