Chi ha ragione sull’olio di palma? I pro e i contro che mettono in pericolo la Nutella

15 ottobre 2015, intelligo
Chi ha ragione sull’olio di palma? I pro e i contro che mettono in pericolo la Nutella
Olio di palma sì o no? Sembra diventato una sorta di tormentone l’interrogativo che divide esattamente a metà i pro e contro l’utilizzo dell’olio nei prodotti gastronomici, specialmente quelli dedicati alla colazione e allo spuntino. Secondo la scuola di pensiero contraria all’impiego dell’olio di palma nella filiera dolciaria, si tratterebbe di una sostanza “nociva per la salute”. Sul banco degli imputati, infatti, ci sarebbe il livello pari al 50 per cento di grassi saturi.  Per la scuola di pensiero opposta, non vanno imbastite campagne di demonizzazione. 

In mezzo c’è uno studio risalente allo scorso anno, illustrato da Elena Fattore, ricercatrice dell’Istituto Mario Negri, in base al quale si sarebbe riscontrata una attenuazione del collegamento tra rischi cardiovascolari e grassi saturi contenuti nell’olio di palma. 
Lo studio è stato approfondito in occasione di un convegno promosso a Montecitorio dai magazine on line Strade e Formiche per fare il punto della situazione e al quale ha preso parte tra i relatori, Paolo Barilla, presidente dell’associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane (Aidepi). Barilla ha parlato di “una campagna diffamatoria in corso” che considera “un’isteria nazionale, nata in Italia da fonti di informazioni non attendibili che hanno soprattutto un atteggiamento anti industriale, perchè non esistono gli elementi per dire che faccia male”.

POLITICI DIVISI. Il convegno a Montecitorio ha scatenato una ridda di reazioni. Vi hanno preso parte i parlamentari Ilaria Capua (Sc), il direttore di Strade Piercamillo Falasca, Dorina Bianchi e Pierpaolo Vargiu di Area Popolare che, tra l’altro, hanno firmato due differenti risoluzioni parlamentari sull’olio di palma. Se per Vargiu come per le “campagne pro Stamina e contro i vaccini, quella contro questo ingrediente rischia di trasformarsi in una nuova bufala antiscientifica promossa da lobby occulte e noi oggi ci impegniamo in maniera trasparente, per un'informazione aderente alla realtà scientifica”, non si è fatta attendere la voce dei 5Stelle che con Mirko Busto, portavoce del Movimento in Commissione Ambiente alla Camera attacca: “E’ vergognoso che alcuni deputati e senatori siano diventati complici dell'Aidepi nel tentativo di convincere l'opinione pubblica sulle fantomatiche qualità dell'olio di palma”. 

LE REGOLE. Si chiama Rspo ed è un organismo che raccoglie le Ong ambientaliste e i grandi acquirenti di olio di palma. Il suo compito è certificare la produzione di olio di palma, cosiddetta sostenibile. Ma i criteri molto rigorosi, vengono seguiti e applicati solo in 1,2 milioni di ettari di palmeti in Malesia (come scrive La Stampa) sui 5,1 milioni complessivi. Il fatto è che numerosi produttori malesi mal digeriscono le regole ferree che sono state fissate. L’Unione europea si colloca al terzo posto, preceduta da India e Cina, tra i primi cinque paesi importatori di olio di palma. Seguono Usa e Pakistan. 

Al di là delle opinioni vale su tutti un obiettivo: salviamo la Nutella!

LuBi

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]