Scontro sul finanziamento ai partiti, i grillini sognano il modello svizzero

15 ottobre 2015, Adriano Scianca
Scontro sul finanziamento ai partiti, i grillini sognano il modello svizzero
Non si placa la polemica dopo l'ok del Senato al ddl Boccadutri, che permette ai partiti di ricevere l'ultima di tranche di rimborsi elettorali nonostante i loro conti non siano stati esaminati. 

Ma come, il finanziamento pubblico ai partiti non era stato abolito? Certo, ma sarà effettivo solo dal 2017. Nel frattempo continua ancora, a patto che una commissione per la trasparenza verifichi ogni anno la correttezza delle spese effettuate. La commissione, però, è bloccata. E allora anche l'ultima precondizione salta: soldi a tutti e chi si è visto s'è visto. Polemici Sel e il Movimento 5 Stelle. 

Insomma, il finanziamento statale ai partiti continua a far discutere. Ma come funziona all'estero? I grillini si troverebbero bene in Svizzera, dove i partiti non ricevono soldi pubblici. 

La Germania, invece, ha un sistema simile a quello italiano, ma lì sulla trasparenza non si sgarra, la commissione trasparenza c'è e funziona a pieno regime. Il tetto massimo è di 133 milioni. In Francia, invece, i partiti godono sia del finanziamento pubblico (pari a poco meno di 75 milioni annuali) sia dei rimborsi elettorali (ammontanti a circa 43 milioni), con sanzioni per i partiti che non candidano un congruo numero di donne. 

Più magro il bottino dei partiti in Gran Bretagna, non più di 2,3 milioni di euro l'anno. La legge tende a favorire l'opposizione, per garantire di combattere ad armi pari.
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