Ecco la legge di Stabilità 2016: la metà della manovra è in deficit?

15 ottobre 2015, Luca Lippi
Ecco la legge di Stabilità 2016: la metà della manovra è in deficit?
Poche le sorprese, la legge di Stabilità 2016 è stata approvata dal consiglio dei ministri. È una manovra tra i 27 e i 30 miliardi di euro (quella dello scorso anno era di 32 miliardi), c’è un agio di ulteriori 3 miliardi legato alla concessione da parte di Bruxelles di un margine di flessibilità sui conti pubblici, pari allo 0,2% del Pil (una sorta di indennizzo per l’emergenza migranti). Il governo conta molto sul sì dell'Unione Europea a un deficit del 2,4% nel 2016 per l'Italia rispetto al 2,2% programmato. Manca da comprendere come si riesca visto che con il Def dello scorso anno si è operato con lo scopo di rimanere a un deficit di 2,6%, come siamo finiti al 2,2% è un arcano che scopriremo in un’elaborazione riservata.

Conferma definitiva al taglio di Tasi e Ires già dal 2016 esattamente come anticipato nei giorni scorsi; mettiamo in bisaccia l’abolizione della tassazione sulla prima casa (tutte indistintamente) e con l’anticipo del taglio dell’Ires (tassa sui profitti delle imprese) al 24% già per il 2016. Una precisazione è obbligata però, il taglio dell’Ires è stato anticipato di un anno ma è strettamente legato al famoso consenso di Bruxelles sull’altrettanto famoso 0,2% sul deficit (flessibilità sui conti pubblici).

Matteo Renzi in sala Stampa a palazzo Chigi dichiara: "Serviva un choc fiscale e spero che lo sblocco della tassazione sulla prima casa possa incentivare gli investimenti sul mattone". 
Confermato l'innalzamento da 1.000 a 3.000 euro della soglia di utilizzo del contante e il contrasto all'evasione sul canone Rai inserendolo nella bolletta della luce. Il canone Rai annuo scenderà a 100 euro. Non mancheranno polemiche sulla tassa inserita in un sistema di pagamento che è un corrispettivo per distribuzione di servizio a consumo, aspettiamoci un lungo dibattito.

Con la legge di Stabilità 2015 si azzerano i rischi delle clausole di salvaguardia per il 2016 evitando quindi l'aumento dell'Iva e quello delle accise sulla benzina; in realtà quanto si sarebbe dovuto incassare con l’attivazione delle clausole di salvaguardia il governo lo spalma su altre gabelle (per esempio l’aumento di circolazione del contante produce maggiore incasso di Iva e il canone Rai sulla bolletta della luce oltre recuperare evasione costringe a pagare la tassa anche a persone che forse non si accorgeranno neanche di non doverla pagare). La spending review è pari a 5 miliardi, la metà rispetto ai 10 miliardi preventivati nei mesi scorsi, e anche in questo caso sarebbe da vedere se le previsioni saranno confermate (perché di previsioni si parla). 

I primi commenti sulla manovra sono favorevoli (sulla carta tutto è favorevolmente condivisibile) soprattutto per i tagli della tassazione, ora c’è da capire quali sono le coperture.  Il coordinatore dell'Ufficio studi della CGIA di Mestre Paolo Zabeo dice: "Bene il taglio delle tasse a famiglie e imprese anche se la metà delle coperture della nuova legge di Stabilità sarà garantita da una maggiore flessibilità del rapporto deficit/Pil che, comunque, dovrà ottenere il via libera dall'Unione Europea". Prosegue Zabeo: “La spending review non ha prodotto i risultati sperati. Dei 10 miliardi di euro preventivati, solo 5 sono stati confermati. Ancora una volta sul fronte dei tagli agli sprechi anche questo Esecutivo ha ottenuto un mezzo flop". 

In conclusione, corre l’obbligo sottolineare che la metà della manovra è in deficit, si parla di 13,4 miliardi di euro calcolando anche la flessibilità che Bruxelles non ha ancora deciso di accordarci, e a giudicare dalle numerose dichiarazioni di matrice Ue non c’è alcuna intenzione di accordare. Seguiamo con la consueta attenzione.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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