Trapianto di fegato a cuore fermo: prima volta al Nigurada

15 settembre 2015, Americo Mascarucci
Trapianto di fegato a cuore fermo: prima volta al Nigurada
Aumento dei trapianti e riduzione delle relative liste d’attesa, in questo modo l’Italia si affianca al resto d’Europa. 

Un obiettivo raggiunto grazie al primo trapianto di fegato in Italia da un donatore a cuore fermo intervento eccezionale eseguito all'ospedale Niguarda di Milano, d'intesa col San Matteo di Pavia. 

Lo ha annunciato il Centro Nazionale Trapianti che ha spiegato: “Il prelievo e il trapianto di organi dopo arresto cardiaco è stato considerato di difficile fattibilità in Italia a causa della lunghezza del periodo di accertamento della morte richiesto dalla legge italiana, che è di 20 minuti, mentre negli altri Paesi dell'Unione è ridotto in una forbice tra i 5 e i 10 minuti. Un periodo così prolungato di assenza di attività cardiaca rilevata attraverso l'elettrocardiogramma, di regola, potrebbe danneggiare irreversibilmente gli organi da trapiantare. In Italia, però, diverse equipe mediche hanno avviato procedure che hanno consentito di trapiantare con successo organi prelevati da donatore a cuore fermo restando all'interno dei vincoli imposti dalla legge”.

L’intervento è riuscito grazie alla procedura di assistenza, al ripristino del flusso sanguigno e all’ossigenazione dell'organo dopo l'accertamento di morte, che hanno consentito di contenere il danno, preservando la condizione e la buona funzionalità dell'organo stesso. I primi trapianti in Italia con questa tecnica, effettuati a Pavia e a Milano, sono stati di rene. 

“Con l'intervento del Niguarda – spiegano dal Cnt - possiamo estendere anche al fegato la possibilità di prelievo a cuore fermo: in tutti questi casi, l'elemento decisivo per la riuscita è stato appunto la procedura di riperfusione (il ripristino del flusso sanguigno) ed ossigenazione degli organi dopo l'accertamento di morte, che hanno consentito di limitare il danno ischemico. L'impiego di queste tecniche e i risultati ottenuti permettono al nostro Paese di affiancarsi agli altri paesi Ue: un risultato significativo per la rete trapiantologica italiana e un nuovo impulso per gli operatori ad aumentare il numero di donatori con accertamento di morte con criteri cardiaci, al fine di aumentare i trapianti e ridurre i tempi di attesa in lista".
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]