Chiesa, parola d'ordine: accoglienza nelle parrocchie. Ma i problemi sono interni

15 settembre 2015, Americo Mascarucci
Chiesa, parola d'ordine: accoglienza nelle parrocchie. Ma i problemi sono interni
La Diocesi di Roma è pronta ad accogliere le famiglie dei migranti come richiesto da Papa Francesco. La conferma è arrivata direttamente dal Vicario di Roma cardinale Agostino Vallini e da monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana, davanti al clero di Roma riunito nella Basilica del Laterano in occasione dell’apertura dell’Anno pastorale. 

In pratica è stato chiesto alle parrocchie romane di effettuare una sorta di censimento, comunicando poi al Vicariato l’eventuale disponibilità di strutture adeguate e il numero di famiglie che si possono ospitare. Informazioni che dovranno pervenire entro il 30 settembre. Sarò la Caritas diocesana il referente dell’accoglienza per ogni parrocchia ma anche il punto di contatto con le istituzioni, in particolare la Prefettura di Roma. 

Sarà data preminenza nell’accoglienza alle famiglie di migranti con donne e bambini al seguito. 

Sempre la Caritas insieme all'Ufficio diocesano per la pastorale delle migrazioni, curerà nelle varie parrocchie “incontri rivolti a sensibilizzare gli operatori pastorali, le famiglie, i giovani sulle complesse tematiche del fenomeno fornendo loro informazioni corrette al fine di evitare ogni sorta di strumentalizzazione”. 

La Chiesa dunque si sta uniformando alle indicazioni di Francesco aprendo le porte all’accoglienza anche se, la disponibilità delle parrocchie, inevitabilmente si andrà a scontrare con l’ostilità e la diffidenza dei residenti dei quartieri, non tutti ben disposti a ritrovarsi gli immigrati sotto casa. E il più delle volte si tratta proprio dei parrocchiani, il popolo cioè delle messe domenicali, con il rischio di creare una profonda lacerazione fra il clero e i fedeli come sta avvenendo soprattutto nel cattolicissimo Veneto, dove il mondo cattolico è diviso fra chi, con autentico spirito bergogliano è pronto ad aprire le porte a tutti e chi invece, memore dei richiami del compianto cardinale Biffi, teme “un’invasione islamica”

E diversi sacerdoti hanno chiaramente manifestato la difficoltà di conciliare i desideri di Papa Francesco con le paure dei parrocchiani. Una via di mezzo fra il buonismo a tutti i costi ed il pregiudizio anti immigrati sarebbe la soluzione più saggia. Magari trovarla però!
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