Fedriga (LN): "Alfano e i 40.000 migranti? Un fallimento: ecco perché"

15 settembre 2015, Andrea De Angelis
L'Ungheria lancia l'allarme, Alfano annuncia un successo e intanto la questione migranti resta al centro dell'agenda politica nazionale ed europea. Intelligonews ne ha parlato con Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega Nord alla Camera. 
Con Fedriga si è parlato anche del Rapporto Caritas 2015, nel quale l'organismo pastorale della Cei non risparmia critiche al Governo Renzi...

Fedriga (LN): 'Alfano e i 40.000 migranti? Un fallimento: ecco perché'
L'Ungheria dichiara lo stato d'emergenza in due contee. Una scelta politica prevedibile, oppure una drammatica realtà che riguarda anche il nostro Paese?

«L'emergenza è già in Italia perché allo stato attuale a non vedere il numero incredibile di clandestini che stanno arrivando sono coloro che hanno interessi a gestire il fenomeno».

Interessi economici?

«Assolutamente. Vorremmo capire dove finiscono i miliardi di euro, dalle cooperative alle varie associazioni. Per capire che c'è una situazione di allarme è sufficiente girare nelle nostre periferie».

Intanto Alfano rivendica il successo di aver raggiunto l'accordo per mandare via dall'Italia 24.000 migranti, più altri 15.000 in un secondo momento. Riconoscete questo come un successo?

«Questo è un fallimento. Intanto sul nostro territorio nazionale non sono presenti in maggioranza profughi, ma clandestini e la stessa Europa dice che l'Italia non fa i dovuti controlli. La nostra immigrazione non è quella dell'est europea dei siriani, ma in prevalenza riguarda Paesi dove non c'è la guerra. Dunque non sono profughi».

Come risponde dunque ad Alfano?

«Se il successo è nel lasciare le porte aperte perché alla fine l'importante è che se li prenda qualcuno, siamo a un fallimento su tutti i fronti. Siamo l'unico Stato che anziché difendere i confini quando arrivano qua apre hotel e residence per accogliere gli immigrati clandestini». 

Oggi è stato pubblicato il Rapporto Caritas 2015 e riguarda alla povertà si parla di una conferma, anche con il Governo Renzi, della disattenzione politica italiana alle fasce più deboli. Come legge questo rapporto?

«Non è un'opinione, ma un dato di fatto. Proprio in questo momento sono all'interno del Mef con i gruppi parlamentari e il segretario federale Salvini ad occupare il ministero per quanto fatto verso gli esodati, dunque per tutelare una fascia debole della popolazione non tutelata dal Governo. Per loro non si trovano fondi, invece quando si parla della cosiddetta accoglienza...».

A Renzi viene rimproverato anche il fatto di non aver preso una posizione precisa verso le fasce più deboli. Il suo partito l'ha presa?

«In un momento di difficoltà economica le risorse vanno impiegate per rispondere ai bisogni di quei cittadini che hanno costruito con le tasse, il sudore, la fatica, il lavoro questo Paese. In questo momento un disabile ha un assegno di 280 euro al mese, mentre alle associazioni e alle cooperative che gestiscono gli immigrati arrivano cifre anche superiori ai mille euro. Renzi va in giro a dire quanto siamo belli e quanto siamo bravi, ma il problema non si affronta. Ci sono aziende che chiudono ogni giorno, realtà che dovrebbero produrre lavoro e Renzi non pensa a fare un serio piano per tagliare la pressione fiscale. Si limita agli spot». 
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