Sansonetti: “Renzi minaccia con le poltrone la minoranza dem? Ma senza al Senato non vince"

15 settembre 2015, Marco Guerra
Sansonetti: “Renzi minaccia con le poltrone la minoranza dem? Ma senza al Senato non vince'
“I numeri per approvare le riforme istituzionali ci sono ma se salta tutto si torna a votare”. Tra slanci ottimistici e minacce più o meno velate, Renzi continua tenere salda la sua maggioranza, ma la riforma che prevede un Senato non elettivo viene rimessa in discussione anche dalla minoranza del Pd. IntelligoNews ne ha parlato di Piero Sansonetti, direttore de Il Garantista, secondo il quale nessuno è intenzionato ad andare alle urne in questo momento.

Senza riforme il voto. Renzi è tornato a ripetere il suo leit motiv preferito. Ora che i sondaggi danno in leggera risalita il Pd, il premier potrebbe essere tentato dalle urne?

“In realtà non si capisce bene, perché senza riforma del Senato si va verso un risultato dove comunque nessuno avrà la maggioranza, quindi si riproporrà la situazione delle elezioni del 2013. Quella di Renzi non è una soluzione politica, sembra più una minaccia rivolta a quelli della sinistra, ai quali sta dicendo che non li rimetterà in lista. Insomma non mi sembra che sia altro che questo, perché andare al voto senza riforma del Senato significa non avere la maggioranza”.

Tra l’altro si parla di nuovo di eleggibilità dei senatori, dopo che sembrava assodato che i componenti di palazzo Madama non dovessero essere più elettivi…

“Se si va al voto ora il Senato resta quello che è, quindi, numero uno, bisogna capire se la nuova legge elettorale possa avere validità o no, perché il ballottaggio solo per la Camera probabilmente è del tutto illegale. E poi comunque non ci sarebbe maggioranza per nessuno. Quindi la minaccia del voto agitata da Renzi non ha alcun senso, tranne per il fatto che lui va a votare e non mette in lista i dissidenti del partito. I deputati dell’ala sinistra perderebbero il posto”.

Quindi è un messaggio tutto interno al Partito democratico?

“Sì, una volta le battaglie politiche erano più nobili, adesso si giocano tutte sulle poltrone”.

Ad ogni modo, i sondaggi danno in testa il Pd, ma i 5 stelle seguono di poco…

“Ripeto, Grillo o non Grillo non vince nessuno. Se si vota adesso con il Senato proporzionale nessuno supera il 32%, e non si governa con queste percentuali. Non ci sarà nemmeno Alfano a correre in soccorso perché l’Ncd avrà sì e no il 2% dei consensi”.

Direttore, lei comunque non è contrario al maggioritario. Se non sbaglio si era espresso anche a favore di un sistema presidenziale, vero?

“Io sono convinto che più che il maggioritario serva un sistema presidenziale per elezione diretta del presidente, il quale deve disporre dei poteri per formare un governo; e un sistema proporzionale per la composizione di un parlamento che controlli l’attività dell’esecutivo. Sarebbe la soluzione più efficiente e più democratica ma nessuno la vuole”

Adesso che strada sta prendendo questa riforma istituzionale? Si va a singhiozzo, non c’è una vera strategia…

“Lui pensa di farcela, con questa minaccia crede di aver piegato l’opposizione interna”

Quindi ancora una volta è un Renzi piglia tutto. All’opposizione interna non resta che aggrapparsi all’elezione di Corbyn alla guida dei laburisti inglesi per dire che serve più sinistra….

“No, non mi pare che la minoranza del Pd abbia idee in mente, la forza di Renzi sta proprio nel fatto che non ha grandi oppositori”.

E a destra, a parte Salvini, le cose non sembrano andare meglio….

“Beh, insomma, lì Renzi deve stare attento, perché se fanno un accordo a destra allora i rapporti di forza diventano più equilibrati”.

Parla di un accordo Lega- Forza Italia?

“I sondaggi dicono che se mettiamo insieme tutti i vari partiti del centro- destra più o meno siamo sulla stessa linea del centro sinistra. Come sempre del resto, non c’è niente di strano, in tutta Europa è così. Destra e Sinistra più o meno sono distanti sempre tre o quattro punti, quindi i risultati delle elezioni sono sempre incerti. Ma io non credo tanto che in Italia andremo a votare, non mi pare ragionevole per nessuno”.

Arriveremo alla fine delle legislatura nel 2018?

“E si, una riforma elettorale devono pur concluderla”

E per la prima volta c’è un Berlusconi non in prima fila. L’ex premier è stato accusato per 20 anni di aver bloccato tutte le riforme. Malgrado la sua assenza dalla scena, non sembra che sia cambiato molto in fatto capacità di trovare accordi sulle riforme…

“Devo dire che questa volta lui non ha colpe, non si può dire proprio che questa situazione sia colpa sua”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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