Senato "mette a dieta" i dirigenti Rai, ora stipendi "dorati": sotto i 240mila euro

15 settembre 2016 ore 11:07, Americo Mascarucci
Via libera unanime dall'Aula del Senato all'emendamento al disegno di legge editoria - presentato dal relatore Dem Roberto Cociancich che fissa per gli stipendi Rai il tetto di 240 mila euro previsto per gli amministratori pubblici. 
Il limite si applica "agli amministratori, al personale dipendente e ai consulenti" della tv pubblica nonostante la Rai abbia emesso un bond, condizione in base alla quale non era previsto per l’azienda editoriale l’imposizione del  limite dei 240mila euro. 
Parere favorevole all’emendamento era stato dato anche dal Governo, con il sottosegretario Giacomelli che ha sottolineato come si tratti del punto di arrivo di un lavoro che ha visto la maggioranza in prima linea.
"Come il premier Renzi ha già fatto trapelare, il Governo è comunque pronto a intervenire in Legge di Stabilità, nel caso in cui manchi una risposta convincente da parte degli organi dirigenti della Rai" ha informato Giacomelli.
"La questione – ha sottolineato il relatore Cociancich– è stata sollevata da Calderoli e ha avuto grande attenzione da molti colleghi: c’è dunque una sensibilità comune sulla possibilità che venga posto un limite alla retribuzione dei vertici della Rai e che trovi spazi all’interno di questo provvedimento. Il tema peraltro era stato sollevato dalla Vigilanza che, su iniziativa del Pd, aveva approvato all’unanimità una risoluzione che impegnava la Rai a valutare il tetto dei 240 mila euro come limite massimo di remunerazione per i vertici. Mi risulta che il cda della Rai stia lavorando e che il Governo a sua volta sia pronto a intervenire in legge di Stabilita, ciò non toglie che sia opportuno intervenire sin da ora nella legge di cui stiamo parlando".

Senato 'mette a dieta' i dirigenti Rai, ora stipendi 'dorati': sotto i 240mila euro
L'Aula del Senato ha quindi  approvato anche l'emendamento di Roberto Calderoli al ddl sull'editoria che prevede una riduzione di accesso al Fondo per gli ammortizzatori sociali per quell'azienda editoriale che ha il proprio personale, i propri collaboratori e amministratori con stipendi che superano il tetto dei 240mila euro previsto per la Pubblica Amministrazione. 

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