Via Lattea mappata in 3D: i dati di Gaia sui segreti della galassia

15 settembre 2016 ore 16:00, Americo Mascarucci
Fra qualche anno sarà possibile consultare una mappa della Via Lattea e dell'intero sistema stellare con un vero e proprio censimento di tutte le stelle che popolano l'universo.
Non è fantascienza, ma il lavoro della missione ESA Gaia, lanciata nel 2013 con l’obiettivo di realizzare una mappa tridimensionale della Via Lattea.
Un lavoro che nell'arco di cinque anni consentirà di ottenere dati astrometrici di oltre un miliardo di stelle con una precisione duecento volte maggiore di quella del suo predecessore, Hipparcos. 
Nel corso di una conferenza stampa al centro Esa ESTAC presso Madrid, il team di Gaia ha infatti reso pubblici i primi risultati della missione, basati sulle osservazioni condotte nel primo anno di osservazioni. 
Sono state già censite circa un miliardo di stelle, di cui sono state misurate la posizione e la luminosità. 
Via Lattea mappata in 3D: i dati di Gaia sui segreti della galassia
Oltre a questa mappatura galattica, gli scienziati di Gaia hanno annunciato altri risultati, come la misura del moto di circa due milioni di stelle e il monitoraggio di tremila stelle variabili. 

"Oggi non vengono solo rilasciate le prime immagini della Via Lattea ripresa dal satellite Gaia - ha commentato la Responsabile Osservazione ed Esplorazione dell’Universo dell’ASI, Barbara Negri - ma soprattutto l’immensa mole di dati fin qui raccolti. Da adesso la comunità scientifica potrà avere accesso a questi dati che appaiono essere molto, molto promettenti". 
L’Italia con ASI e INAF gioca un ruolo di primo piano nella missione con la partecipazione al Data Processing and Analysis Consortium (DPAC). 
I centri italiani sono ALTEC a Torino, dove viene raccolta e archiviata l’enorme mole di dati prodotti dal telescopio Gaia, e l’ASI Science Data Center, che gestisce l’analisi dei dati, situato a Roma, presso la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana.
 "La costruzione e realizzazione di una missione così complessa è stata una sfida tecnologica sotto diversi aspetti - spiega Mario Lattanzi, dell'Inaf-Osservatorio Astronomico di Torino, responsabile italiano per Gaia _ Prima di tutto la realizzazione e le operazioni in un'orbita così lontana: Gaia è a 1.5 milioni di chilometri dalla Terra, nel punto Lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole, in un ambiente non protetto dal plasma solare. Ci sono poi gli strumenti scientifici, telescopi e specchi compresi, realizzati in carburo di silicio per assicurare la massima stabilità termica e il mantenimento della stessa durante tutta la vita operativa, e infine la realizzazione del sistema per il calcolo ad alte prestazioni, in particolare dei sei centri di analisi dati, qualcosa di mai realizzato prima in Europa''.

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