Rischio 235mila migranti dalla Libia all'Italia. Per Kobler "troveranno il modo"

15 settembre 2016 ore 10:14, Lucia Bigozzi
Dalla Libia verso l’Italia in 235mila. E’ il numero indicato da Martin Kobler, inviato speciale dell'Onu per la Libia. “Ci sono 235mila migranti che aspettano di trovare il modo per andare in Italia” ed è “cruciale ristabilire la sicurezza nel Paese”, sottolinea Kobler in un’intervista a La Stampa aggiungendo che “nelle nostre liste ci sono 235.000 migranti che aspettano solo l'occasione per andare in Italia, e lo faranno. Il rafforzamento della sicurezza è la questione più importante in questo momento. Se ci sarà un esercito forte e unito, non frammentato, i pericoli del terrorismo e del traffico di esseri umani finiranno”. 

Rischio 235mila migranti dalla Libia all'Italia. Per Kobler 'troveranno il modo'
Una sollecitazione netta e precisa che chiama direttamente in causa il ruolo dell’Europa rispetto all’emergenza migranti. Non solo: l’inviato speciale dell’Onu per la Libia ha definito “molto preoccupante”
l'offensiva del generale Khalifa Haftar verso le installazioni petrolifere e ha rivelato di aver contattato “Haftar e sono pronto ad incontrarlo, per trovare una soluzione che consenta di formare un esercito unitario, per combattere tutti insieme i terroristi e proteggere il petrolio”. Kobler ha inoltre espresso apprezzamento per la missione umanitaria che impegnerà l’Italia a Misurata sottolineando che “Roma sta svolgendo un ruolo cruciale e importante”. Kobler si è detto convinto che le iniziative assunte per dare sostegno e aiuto alla popolazione libica, dal rafforzamento delle forniture mediche alla realizzazione di ospedali da campo “verranno prese con grande simpatia dalla gente”. 

Infine, l’inviato speciale dell’Onu per la Libia ha osservato che occorre avviare con urgenza un dialogo tra il Consiglio di presidenza del governo di riconciliazione libico istituito a Tripoli e il parlamento di Tobruk, con l’obiettivo di “uscire da questo vicolo cieco”. E in un intervento davanti al Consiglio di sicurezza dell’Onu ha affermato: “Chiediamo al parlamento di incontrare tutte le parti e avviare un dialogo col Consiglio di presidenza in modo da dare vita ad un governo di riconciliazione nazionale composto per il 35 per cento da giovani e donne”. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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