Tiziana Cantone, dopo il suicidio l’inchiesta della Procura e neanche il funerale in pace

15 settembre 2016 ore 11:31, intelligo
di Luciana Palmacci

Morire dalla vergogna, questa è stata la triste fine della 31enne Tiziana Cantone che si è tolta la vita, impiccandosi in casa, per non riuscire più a sostenere il peso dell’imbarazzo per un video hard che la riguardava e che qualcuno aveva postato sul web a sua insaputa. Sul caso adesso la Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta per istigazione al suicidio. Logorata dai commenti e dalla cattiva fama che si era procurata la giovane aveva provato a risolvere la questione esercitando il cosiddetto “diritto all’oblio”, ossia la cancellazione di ogni copia del video presente online e di ogni citazione del suo nome ormai celebre, come a cambiarlo all'anagrafe e trasferirsi lontano da casa. Alta, bruna, capelli lunghi, sguardo intenso, un fisico da modella, ma non ce l’ha fatta a sopportare la vergogna. Un incubo che ha trovato risoluzione nel suicidio. 

Tiziana Cantone, dopo il suicidio l’inchiesta della Procura e neanche il funerale in pace

Si indaga dunque sulla morte di Tiziana, la Procura di Napoli sta acquisendo gli atti anche lo stalking, i pm infatti stanno raccogliendo tutti gli atti della causa civile intentata dalla stessa Tiziana dopo la diffusione dei video per valutare la possibilità che si possano configurare altri reati, dalla violazione della privacy allo stalking. Il procuratore capo di Napoli Nord, Francesco Greco, ha confermato: "Abbiamo aperto un'inchiesta per istigazione al suicidio e presto acquisiremo anche l'ordinanza del giudice che si era pronunciato sul ricorso d'urgenza promosso dalla giovane per rimuovere quel materiale da tanti motori di ricerca". Ancora non si sa appunto se la giovane avesse presentato una denuncia contro l'autore, o gli autori, della diffusione in rete del video.  
Parla anche la madre di Tiziana, devastata dal dolore, avrebbe rivelato agli investigatori un ulteriore motivo di turbamento della figlia: anche se aveva ottenuto una sentenza favorevole del tribunale sul diritto all'oblio, la donna, considerata consenziente, era comunque stata condannata a pagare 20mila euro di spese legali.

Attimi di vita tormentati che continuano a perseguitare Tiziana anche quando è tutto pronto ad accogliere la sua salma per i funerali. È accaduto l'imprevisto che nessuno si aspettava: i commercianti di Casalnuovo stanno bloccando la strada della chiesa in cui tra poco si dovrà tenere il funerale della ragazza morta suicida. La protesta punta su una situazione legata a problemi di viabilità, ma giunge in un momento davvero inopportuno. La chiesa di San Giacomo, dove si attende il feretro della giovane, si trova a pochi passi dal punto del picchetto stradale, in piazza municipio.           
autore / intelligo
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