Tiziana Cantone, Meluzzi: “Si può sopravvivere alle apocalissi sessuali ma serve l'aiuto adeguato"

15 settembre 2016 ore 11:42, Marta Moriconi
“Tiziana non ha incontrato nessuno in grado di aiutarla in modo adeguato”. “L’educazione sul web è quasi impossibile: il web è come l’oceano dove nuotano pesci buoni e cattivi; pensare di depurare l’oceano dai pesci pericolosi è impresa disperata”. Due concetti chiave dell’analisi che Alessandro Meluzzi, psichiatra e criminologo, argomenta nella conversazione con Intelligonews sul caso di Tiziana Cantone, la trentenne che si è tolta la vita dopochè un suo video hot è finito sul web. 

Come legge da psichiatra la vicenda di Tiziana Cantone?

"La prima cosa che mi sentirei di dire da medico, da psichiatra è che Tiziana non ha incontrato nessuno in grado di aiutarla in modo adeguato. Quello che le è successo è una cosa terribile, ma come tutti gli stress esistenziali anche più terribili, è qualcosa che si può provare anche a gestire. Il problema è che lei ha fatto tentativi, probabilmente un po’ elementari di ottenere giustizia attraverso il tribunale, di scappare in Toscana, di provare a cambiare identità, però c’era uno stress management che andava gestito in maniera anche terapeutica secondo me, e questo secondo me è mancato. Ci sono tante vittime di catastrofi, di stupri di massa, di pulizie etniche, di apocalissi sessuali che riescono a sopravvivere: direi che è mancato un aiuto alla resilienza". 

Tiziana Cantone, Meluzzi: “Si può sopravvivere alle apocalissi sessuali ma serve l'aiuto adeguato'
Quanto conta l’educazione web?

"E’ quasi impossibile, nel senso che il web è come l’oceano dove nuotano tutti i pesci: ci sono i gustosissimi branzini, le murene, le orche più cattive, le dolci balenottere azzurre, nuotano gli squali tigre, i pesci velenosissimi. Pensare di depurare l’oceano dai pesci cattivi credo sia un’impresa disperata. A meno di non fare una cosa che io trovo più pericolosa di qualsiasi altra, ovvero introdurre la censura. Perché dietro a tutto questo discorso, adesso secondo me, monta la cultura della censura, cioè l’idea che tutto quello che esce sul web debba essere filtrato da una superiore autorità. Questo avviene in Cina, in Iran: se noi vogliamo essere sicuri che cose come quelle di Tiziana Cantone non accadano più, c’è già uno strumento, ovvero quello utilizzato dal governo degli Ayatollah e dal Partito Comunista cinese. Spero che ciò non accada anche se in Italia c’è una linea di pensiero molto forte che dietro a questi casi vorrebbe introdurre uno strumento con sanzioni pesantissime che alla fine finirà per colpire la critica, la capacità di giudizio e tutte quelle cose che fino ad ora hanno fatto del web il contrappeso della mancata libertà di stampa. Io su questo metto subito le mani avanti. E’ bene parlare di questa vicenda, è bene denunciarla, è bene dire ai giovani di essere buoni e civili in tutte le circostanze della vita, è utile impedire che viviamo solo in una società dell’i tech ma anche dell’i touch, cioè del parlarsi, del toccarsi, guardarsi". 

Un dato che abbiamo notato: c’è la tendenza da parte di donne che di fronte a questi casi non solidarizza più rispetto. Esiste una perdita di sensibilità femminile?

"Ha perso la sensibilità perché ha perso il senso della sacralità del corpo. Ricordo che ai miei tempi, le ragazze in discoteca si accompagnavano al bagno e una faceva la guardia se l’altra entrava dentro perché entrambe ritenevano il loro corpo sacro. Se il corpo diventa uno strumento per ubriacarsi, accoppiarsi col primo venuto, non si capisce cosa ci sia da sorvegliare, non solo da parte delle amiche ma anche da parte delle dirette interessate. Prima, abbiamo fatto cadere la sacralità del corpo e poi ci stupiamo che gli altri non difendano i corpi degli altri nel momento in cui non difendono nemmeno il proprio?"

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]