Tiziana Cantone, Moretti (Pd): "Mi sono sempre battuta contro l'hate speech. Quegli insulti a me e Boschi..."

15 settembre 2016 ore 13:59, Lucia Bigozzi
“Oggi è un giorno importante perché si discute la legge sul cyber-byullismo che finalmente tutela l’identità digitale delle persone, in particolare dei ragazzi e va nella direzione di promuovere tra i giovanissimi un uso consapevole del web”. Un punto che Alessandra Moretti, già parlamentare ed europarlamentare dem e molto impegnata sui temi sociali, evidenzia nella conversazione con Intelligonews sulla vicenda di Tiziana Cantone, ma rilancia anche l’urgenza di un intervento radicale sul diritto all’oblio”.

Secondo lei andrebbe istituito un ente specifico per il monitoraggio dei social media oppure sono sufficienti il ruolo e le funzioni del Garante per la Privacy?

"Anzitutto io credo che quella di oggi sia una giornata molto importante perché si discute di una legge che finalmente tutela l’identità digitale delle persone, in particolare dei ragazzi che sono le figure più esposte alle conseguenze degli atti di cyber-bullismo  e del sex-ting, una tattica molto diffusa nelle chat e nella rete, anche in Veneto, sulla quale da una recente indagine della polizia postale risulta che uno studente su tre diffonde contenuti hot di conversazioni privati che ci mettono un minuto a diventare pubbliche. La vicenda di Tiziana Cantone ma anche lo stupro della ragazzina ripreso in video e condiviso in chat, delimita i contorni dell’urgenza di un intervento radicale intanto sul diritto all’oblio, un percorso peraltro già iniziato con una mia proposta di legge sull’ hate speech in rete di cui sono stata firmataria alla Camera. Questa nuova legge va in quella direzione perché vuole limitare i danni derivanti da atti di odio e prevede la rimozione dei contenuti offensivi nell’arco di 24 ore e questo lo può fare il Garante se entro 24 ore il provider non rimuove contenuti offensivi". 

Come hai reagito agli insulti che ti vengono rivolti sul web e quanto questi reati che sembrano virtuali possono incidere sulla vita delle persone, specie quelle psicologicamente più deboli?

"Insulti a me, come a Maria Elena Boschi e a tante donne impegnate in politica… ma il punto è tutelare le persone più fragili e in questo momento esposte: ragazzini e ragazzine che oggi frequentano di più il web e che devono essere educati sul fatto che un video messo online dura un minuto e diventa virale e poi l’onda diventa infinita nel tempo. Serve una nuova educazione non solo digitale ma secondo me, anche dei sentimenti".

A questo proposito non sarebbe il caso di fare corsi sull’uso dei social nelle scuole oltre a quelli sull’orientamento sessuale?

"La nuova legge sul cyber-bullismo va proprio nella direzione di promuovere un uso consapevole del web, degli strumenti digitali per mettere i ragazzi nelle condizioni di conoscere le conseguenze e anche la gravità degli effetti che possono ricadere su chi fa un uso di questi strumenti leggero e superficiale". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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