Di Canio, Telese: "E' momento di follia del politicamente corretto calcistico"

15 settembre 2016 ore 14:48, Adriano Scianca
"Un brutto segnale per tutti, non solo per chi la pensa come Di Canio". Così il giornalista Luca Telese commenta il caso di Paolo Di Canio, il cui programma è stato sospeso da Sky a causa del tatuaggio politicamente scorretto dell'ex calciatore. Parlando con IntelligoNews, Telese spiega: "A volte la rete veicola campagne di allarme senza alcun motivo".

Telese, cosa pensa della sospensione del programma di Di Canio?

Di Canio, Telese: 'E' momento di follia del politicamente corretto calcistico'
«Io non sospenderei nessuno per reati di opinione e per questioni di politicamente corretto. Di Canio ha diritto alle sue idee, giuste o sbagliate che siano. Certo, non sta in piedi il fatto che abbia il tatuaggio “Dux” e poi sostenga che non c'è significato politico, come ho letto. Ma quella mi è sembrata una dichiarazione dettata dagli avvocati». 

Sky ha scoperto solo ora come la pensa Di Canio? 

«Le idee politiche di Di Canio sono nella storia dell'almanacco del calcio. Non c'è nessuna novità, in questo scandalo, c'è solo l'ossessione della rete che veicola talvolta campagne di allarme senza alcun motivo».

Insomma, si è trattato di un provvedimento liberticida, secondo lei? 

«Se Di Canio non può fare il commentatore sportivo, allora sospendiamo Paolo Isotta. Allora Buttafuoco non può più scrivere. Ovviamente se avesse gridato “Viva il Duce” durante una telecronaca avrebbero fatto bene a sospenderlo. Ma anche se io gridassi “Viva Marx” durante una puntata di Matrix. O anche se qualcuno dicesse “Viva Topolino”, se è per questo. Qualsiasi cosa non sia attinente con la tua professione o con il motivo per cui ti pagano è censurabile. Ma la storia del tatuaggio rientra semplicemente in un momento di follia del politicamente corretto calcistico. Il che è pericoloso per tutti».  

In che senso? 

«Il reato d'opinione è un terreno sdrucciolevole, perché può essere applicato a qualsiasi opinione. È un rischio non solo per Di Canio o chi la pensa come lui, ma per tutti. È un segnale brutto, perché mi domando chi è che, domani, deciderà quale tatuaggio va bene e quale no».
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