Roma 'cavallo di Troia' dei 5Stelle: mina Lombardi sulla Raggi. Ormai è crisi-direttorio

15 settembre 2016 ore 16:01, Marta Moriconi
Chi se ne intende davvero lo sapeva. Sapeva che sarebbe finito presto il sogno e sarebbe calata tragicamente su Virginia Raggi la realtà romana. E pensare che lei doveva traghettare il M5S a Palazzo Chigi, invece lo sta portando dritto dritto al caos. Arrogante? Presuntuosa? Ambiziosa? 

In queste ore viene accusata di tutto, pur di non affrontare la vera questione che si nasconde dietro il caso Roma. Forse la Taverna aveva ragione, questa elezione era il 'cavallo di Troia' del Movimento.
E a poco serve quel precipitarsi a Roma che Beppe Grillo ha dovuto mettere in atto per superare le polemiche fuori e dentro il suo partito, perché ormai quando sei "di governo" o di "amministrazione" di questo si tratta.
Dagli eliminati o autoeliminati dal direttorio si è passati al direttorio spaccato e poi al super direttorio in arrivo. Troppi galli a cantare direbbe qualcuno, e infatti uno ha cantato. Si tratta di un'ex, Roberta Lombardi, che ha parlato di Marra e Romeo come di "virus" per i 5Stelle e ha chiamato in causa Virginia sui pareri dell'Anac che sarebbero da pubblicare. Con tanto di post rilanciato subito da Ruocco. Ma a questo si è arrivati passando da quei messaggi tra Luigi Di Maio e Paola Taverna non condivisi con tutti gli altri. 'Un'email-gate' che accende fuoco su fuoco.
E ora? Vediamo se arriva e troverà conferma il No del Campidoglio alle Olimpiadi, qui Grillo è deciso a non transigere. Questione dirimente dopo che in campagna elettorale questa promessa ormai è stata fatta. 

E se la sindaca dovesse cambiare idea rispetto a quanto promesso in campagna elettorale? "Con Pizzarotti - ricorda un senatore all'Adnkronos - la rottura è arrivata per la mancata chiusura dell'inceneritore. La promessa non mantenuta mandò su tutte le furie Grillo e Casaleggio, nonostante Pizzarotti fosse praticamente con le spalle al muro: chiudere il sito avrebbe portato a una multa di svariati milioni di euro". "Per Raggi la questione è ben diversa - prosegue lo stesso senatore - Nessuna multa in caso di mancata candidatura, al contrario: il Comune dovrebbe sganciare soldi per portare avanti il nome di Roma. A quel punto sarebbe folle non pigiare il tasto 'eject' per Raggi: ci fosse Casaleggio senior, probabilmente lo avrebbe già fatto da un pezzo".
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