Non solo Di Canio: da destra a sinistra, tutti quelli messi nei guai dal "Dux"

15 settembre 2016 ore 16:24, Adriano Scianca
Non solo Di Canio. Benito Mussolini non cessa di mettere nei guai personaggi appartenenti ai mondi più svariati, tutti finiti un giorno al centro del mirino per qualche omaggio, vero o presunto, al fu capo del fascismo. E se i vip stanno in genere piuttosto attenti, sono soprattutto i politici sconosciuti a incappare nel “peccato” di conclamato mussolinismo. Uno degli ultimi a cascarci è stato Manlio Messina consigliere del Comune di Catania in quota Fratelli d'Italia: lo scorso 17 gennaio ha sostituito, per qualche giorno, la sua foto profilo su Facebook con quella del Duce, “per protesta – ha detto – contro la proposta di legge di arrestare chi vende souvenir legati al fascismo”. 

Non solo Di Canio: da destra a sinistra, tutti quelli messi nei guai dal 'Dux'
Ma se dal partito della Meloni una certa simpatia ce la si può aspettare, stupisce trovare tra i mussoliniani dell'ultima ora, a Napoli, il capolista di una lista candidatasi a sostegno di Luigi De Magistris. Si tratta di Sergio Angrisano, capolista di Meridionalisti-Napoli Capitale, poi costretto ad abbandonare la candidatura da De Magistris in persona. Anche i grillini sono incappati, e non una sola volta, nel vortice del “quando c'era lui”. Se Roberta Lombardi ha una volta scritto sul suo blog che il fascismo “prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia”, sono di nuovo i quadri minori a prendere posizioni con meno sfumature. Desirè Manca, consigliera grillina del Comune di Sassari, ha per esempio postato sui social una sua foto con in braccio la testa di Mussolini, mentre Gianna Sigona, consigliera comunale di Ragusa eletta col Movimento 5 stelle, è stata espulsa dai pentastellati per aver pubblicato su Facebook post in cui si spiegava che “il 25 aprile non è una festa, il 25 aprile 1945 è iniziata l'occupazione”. 

Nelle ultime elezioni comunali di Bologna, del resto, sono stati in tre i candidati al consiglio comunale che hanno manifestato su Facebook sentimenti filo-mussoliniani: il candidato di Forza Italia Alessandro Lucia ha scritto su Facebook “Sia sempre lodato Benito Mussolini”; il suo collega di lista Luca Cavazza, ha commentato, sempre sui social, una sua visita a Predappio, presso la tomba del fondatore del fascismo; Elia Pirone, candidato di Riprendiamoci Bologna, la lista civica a sostegno della leghista Lucia Borgonzoni, ha compiuto altre allusioni simili. E così via, perché di casi simili ce ne sono praticamente una marea, e in ogni schieramento politico. Passasse la linea Sky, ci sarebbero epurazioni quotidiane...
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