Piano cronicità: malati soggetti attivi, gestiscono cure e quadro clinico

15 settembre 2016 ore 20:32, Americo Mascarucci
La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al Piano nazionale cronicità che era stato trasmesso dal Ministero il 22 luglio scorso
Il Piano nazionale della cronicità come spiega il Ministero della Salute "nasce dall’esigenza di armonizzare a livello nazionale le attività, proponendo un documento condiviso con le Regioni che compatibilmente con la disponibilità delle risorse economiche, umane e strutturali, individui un disegno strategico comune inteso a promuovere interventi basati sulla unitarietà di approccio, centrato sulla persona ed orientato su una migliore organizzazione dei servizi e una piena responsabilizzazione di tutti gli attori dell’assistenza". 
Il piano prevede:
Integrazione tra l’assistenza primaria - centrata sul medico di medicina generale - e le cure specialistiche con continuità nell’assistenza, modulata sulla base dello stadio evolutivo e sul grado di complessità della patologia;
l'inserimento più precoce possibile della persona con malattia cronica in un percorso diagnostico terapeutico assistenziale che preveda - qualora sia necessario - la presa in carico di professionisti di diverse discipline;
cure domiciliari potenziate in modo da ridurre i ricoveri in ospedale, anche attraverso l’uso di tecnologie innovative di tecnoassistenza, in modo che i pazienti possano essere assistiti a distanza. 
Il fenomeno della cronicità ha una significativa portata nel Sistema sanitario ed è in progressiva crescita: si stima che circa il 70-80% delle risorse sanitarie nei paesi avanzati sia oggi speso per la gestione delle malattie croniche e che nel 2020 le stesse rappresenteranno l’80% di tutte le patologie nel mondo. 

Piano cronicità: malati soggetti attivi, gestiscono cure e quadro clinico
Il documento varato si articola in due parti: la prima, strategica, detta gli indirizzi generali e fa riferimento essenzialmente ai due modelli prevalenti in Italia, dove adottati - il Chronic care model (Ccm) e il Creg (Chronic related Groups);
la seconda detta le linee d’indirizzo per dieci differenti patologie. 
"In particolare - ha scritto il Ministero in una nota in occasione dell'invio - il Piano si pone l’obiettivo di influenzare la storia naturale di molte patologie croniche, non solo in termini di prevenzione, ma anche di miglioramento del percorso assistenziale della persona, riducendo il peso clinico, sociale ed economico della malattia. Tali obiettivi sono perseguibili e raggiungibili attraverso la prevenzione primaria, la diagnosi precoce, l'educazione e l'empowerment del paziente, nonché mediante la prevenzione delle complicanze, che spesso sono responsabili dello scadimento della qualità di vita della persona e che rappresentano le principali cause degli elevati costi economici e sociali delle malattie stesse. Il paziente quindi non è più utente passivo delle cure, ma collabora attivamente alla gestione della sua condizione, arrivando a definire con l’equipe un percorso di cura che gli consenta di convivere con il suo quadro patologico e di fare fronte alla patologia".
 

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