Ucraina sull'orlo della guerra civile, filorussi nel municipio di Donetsk

16 aprile 2014 ore 15:51, Adriano Scianca
Ucraina sull'orlo della guerra civile, filorussi nel municipio di Donetsk
La situazione in Ucraina peggiora di ora in ora. Un attacco aereo da parte delle forze ucraine sull’aeroporto militare di Kramatorsk preso l’altro ieri dai filorussi, in Ucraina orientale, nella regione di Donetsk, ha causato quattro morti tra le forze fedeli a Mosca e altri due sono rimasti feriti nel blitz. Il Cremlino si è detto “profondamente preoccupato” dalle notizie sulle vittime. Truppe ucraine sarebbero poi entrate a est di Sloviansk. Intanto mezzi blindati che innalzano bandiere russe sono arrivati nella stessa città di Kramatorsk e i separatisti filorussi, per poi raggiungere Sloviansk. A Kramatorsk i filorussi mantengono ancora il controllo del municipio, del commissariato e della sede locale dei servizi segreti. Circa 20 manifestanti filorussi armati di kalashnikov hanno occupato oggi il municipio della città di Donetsk. Gli uomini, che non hanno incontrato alcuna resistenza da parte degli addetti alla sicurezza dell'edificio, hanno dichiarato che la loro unica richiesta è quella di indire un referendum regionale per trasformare l'ucraina in uno stato federale con poteri locali più ampi. I filorussi hanno anche rapito due militari ucraini nella regione di Lugansk, a Krasni Luch. Si tratta di un ufficiale e di un soldato di leva, catturati mentre stavano riparando l'auto su cui viaggiavano. L’ex repubblica sovietica ha domandato l’intervento dei caschi blu Onu, e cercato di trovare una sponda nella Nato, la quale però ha escluso la possibilità di un intervento militare. Il segretario generale Anders Fogh Rasmussen, arrivando al Consiglio dei ministri della Difesa dell’Ue, in Lussemburgo, ha spiegato che l’Alleanza “non discute di opzioni militari in Ucraina”. L'alleanza atlantica, tuttavia, rafforzerà “nel giro di alcuni giorni” le difese aeree, navali e terrestri nell’Europa orientale, alla luce della crisi in Ucraina. “Abbiamo preso nuove misure per rispondere alla crisi ucraina – ha detto Rasmussen. La Nato “sostiene la riunione di Ginevra e tutti gli sforzi della comunità internazionale per trovare una soluzione politica” e “chiede alla Russia di mettere fine alla destabilizzazione dell’Ucraina, ritirando le truppe dai confini e chiarendo che non sostiene le azioni violente dei separatisti pro-russi”. La Nato metterà in campo quindi più aerei, più navi e aumenterà la capacità via terra. “Ad esempio, gli aerei da pattugliamento faranno più sortite sulla regione Baltica, mentre i nostri piani di difesa saranno rivisti e rafforzati”. Le misure saranno “attuate da subito” e “altre ne verranno, se serve, nelle prossime settimane e mesi”. Dal punto di vista diplomatico, il presidente russo Vladimir Putin, nella telefonata avuta ieri sera con Angela Merkel, ha parlato di un paese “sull’orlo della guerra civile”. Sulla vicenda si fanno vivi anche gli Usa. Per mezzo del portavoce Jay Carney, la Casa Bianca ha affermato che l’uso della forza non è l’opzione preferibile, ma Kiev doveva rispondere alle “provocazioni” degli insorti filo-russi nella parte orientale dell’ex repubblica sovietica. Anche la telefonata, avvenuta sempre ieri sera, tra Obama e Putin non ha risolto granché. Il leader americano ha sottolineato “l’importanza” del ritiro da parte della Russia delle truppe ai confini dell’Ucraina per calmare le tensioni, Putin ha definito le accuse di ingerenza di Mosca nell’est del Paese “speculazioni basate su informazioni infondate”. Il presidente Usa ha chiesto inoltre al capo del Cremlino di usare la sua influenza con i gruppi separatisti armati filo-russi, e convincerli ad abbandonare gli edifici di cui hanno preso il controllo. Lo stesso concetto è stato espresso, in maniera ben più brutale, dal generale Vladimir Krutov, nuovo numero due dei servizi segreti di Kiev (Sbu) e comandante dell’operazione militare scatenata nell’est russofono dell’Ucraina. I manifestanti filo-russi che “non deporranno le armi saranno liquidati”, ha detto. Il generale ha poi rinnovato l’accusa all’intelligence militare russa (Gru) di coordinare le proteste nell’Ucraina orientale.  
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