Appello Papa sul Gender, Luxuria: "Un bluff. Il mio contrappello per smascherare i veri travestiti"

16 aprile 2015, Andrea De Angelis
L'udienza generale di Papa Francesco di ieri, mercoledì 15 aprile, ha creato un acceso dibattito (proprio come auspicato da Bergoglio) sulla teoria del gender. IntelligoNews ne ha parlato oggi con Vladimir Luxuria...

Appello Papa sul Gender, Luxuria: 'Un bluff. Il mio contrappello per smascherare i veri travestiti'
L'appello del Papa agli intellettuali a non disertare il dibattito sulla teoria del gender è un passo in avanti affinché se ne parli oppure un passo indietro?

«C'è questo grande fraintendimento quando si parla di ideologia e teoria del gender. Cosa vuol dire teoria? Noi viviamo la pratica di persone che vivono giorno per giorno le proprie aspettative, con i rapporti familiari, le bollette da pagare, siamo cioè persone reali che hanno fatto una scelta molto semplice che un cristiano dovrebbe capire: quanto è importante l'anima. Quanto è importante l'interiorità». 

Vi sentite giudicati male?

«Sentire dire dalle alte gerarchie ecclesiastiche, compreso il Papa visto questo appello, che noi siamo sbagliati fa male».

Un appello alla complementarietà tra uomo e donna. 

«Io vivo la complementarietà a me stessa. Anzi, potrei dire che forse io sono la dimostrazione vivente che maschio e femmina Dio li creò. C'è una congiunzione, non una opposizione! Non dice maschio o femmina, ma maschio e femmina e in questo disegno ci siamo anche noi. Siamo creature di Dio e se siamo così è perché ci ha volute così. Siamo persone che hanno deciso di adattare il corpo all'anima e non viceversa. 
La cristianità che dovrebbe parlare di anima e spiritualità non capisco perché parli così tanto solo di corpo e carnalità, di anatomia». 

Quando il Papa afferma che la rimozione della differenza è il problema e non la soluzione, lei cosa prova?

«Esistono ovviamente differenze biologiche tra maschio e femmina, ma io dico sempre che maschi e femmine si nasce, uomini e donne si diventa. Credo che le persone che obbediscono alla propria natura non rimuovendo la propria parte femminile, come è nel mio caso, si avvicinano grazie a questo a Dio. Altrimenti sarebbero persone schive, le persone che si reprimono diventano cattive con se stesse e con gli altri, distanziandosi da Dio. La Chiesa dovrebbe interrogarsi di più sul ruolo della donna al suo interno, chiedendosi ad esempio perché non possa essere sacerdote». 

Ieri il Papa ha elogiato in modo esplicito la figura femminile. Visto il recente caso diplomatico con la Turchia, ha letto nelle parole di Bergoglio una risposta implicita agli attacchi di Erdogan?

«In Turchia Erdogan sta mettendo in serio pericolo il principio di laicità dello Stato sopprimendo qualsiasi manifestazione di dissenso, non riconoscendo quello che il Paese ha fatto ieri contro gli armeni e fa ancora oggi contro i curdi». 

Conosciamo tutti il peso specifico che avrà il Sinodo sulla Famiglia di ottobre dopo quello straordinario dello scorso autunno. Dal Papa che su quell'aereo si domandò chi fosse per poter giudicare un gay al Francesco che parla della teoria del gender lei cosa vede?

«Ci vedo un bluff perché da una parte non giudica i gay e poi si giudicano le persone come noi. Non so se il Papa è libero, se la sua è la politica del bastone e la carota. Non voglio entrare nelle questioni interne del Vaticano, però il Papa che ha sempre detto di voler aprire la porta agli ultimi non ci considera oggi ultimi. Mi piacerebbe avere un Papa che aprisse le porte anche quando non viene bussato a queste porte».

Il Papa come detto ha lanciato un appello agli intellettuali. Lei vuole lanciare un contrappello? 

«Le persone che si manifestano per quello che sentono di essere sono persone che rispettano molto di più il corpo rispetto ai repressi e ai travestiti veri, a quelli che fingono di essere qualcosa di diverso rispetto a ciò che davvero sono».




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