Appello del Papa agli intellettuali, Vattimo: "Da gay dico giusto, ma guardi prima in casa sua"

16 aprile 2015, Adriano Scianca
Appello del Papa agli intellettuali, Vattimo: 'Da gay dico giusto, ma guardi prima in casa sua'
"Il Papa anticapitalista ha ragione, quello che parla della morale sessuale ha torto". Il filosofo Gianni Vattimo sintetizza così la sua opinione su Papa Francesco e sulle sue dichiarazioni in materia di ideologia gender. E a IntelligoNews spiega: "Non sappiamo più confrontarci con la differenza fra i sessi? Vero, ma la colpa è anche della Chiesa". 

Vattimo, come giudica le recenti dichiarazioni del Papa sull'ideologia gender come "espressione di frustrazione e rassegnazione che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa"? 
«Nonostante la mia simpatia permanente per questo Papa, credo che su questo tema la Chiesa abbia delle responsabilità. Sono d’accordo con Bergoglio sul fatto che il mondo non sa più confrontarsi con la differenza tra i sessi, ma il Papa guardi innanzitutto in casa sua e a una certa tradizione sessuofoba. Detto questo, mi sembra che noi non solo abbiamo problemi con i rapporti fra i sessi, ma anche con i rapporti sociali in generale. Quindi direi che ha ragione il Papa anticapitalista e ha torto il Papa che parla di morale sessuale». 

Queste dichiarazioni arrivano dopo qualche apertura del passato che aveva fatto sperare il mondo lgbt di trovare maggiore apertura. C’è una marcia indietro del Pontefice oppure era stato mal interpretato all’inizio? 
«Francamente non riesco a spiegarmi questo cambiamento. Evidentemente ci sono delle pressioni curiali e credo che Bergoglio senta anche il peso di alcune questioni tutte sudamericane».

Il Papa ha attaccato l’ideologia gender. Lei si è fatto una sua idea su questa tematica? 
«No, francamente non mi sono fatto nessuna idea. Non posso difendere una ideologia di cui non so granché. Da quel che ho capito la cosiddetta “ideologia gender” sarebbe legata al fatto che il sesso è dovuto sia al mio equipaggiamento naturale, sia a un condizionamento culturale. Oggi, poi, è tutto sempre più manipolabile, c’è la possibilità di cambiare sesso etc. Diventa una questione di autoqualificazione, una risposta alle domande su chi si è. È una questione molto più culturale che naturale». 

Cosa risponde a Bergoglio che ha invitato gli intellettuali a non trascurare le tematiche legate al sesso e al genere? 
«Ha ragione e io sono da sempre impegnato su questo argomento che peraltro, essendo omosessuale, mi tocca da vicino. A me comunque non interessa tanto se qualcuno vuole andare a letto con una bella signora o con un cavallo, ma il fatto che queste dinamiche siano inserite in una situazione sociale di sfruttamento. E mi piacerebbe che il Papa, che ha tutte le carte in regola per denunciare questo sfruttamento, spingesse la critica un po’ più in là. Nell’Antico Testamento è scritto che l’ebreo deve ringraziare ogni mattina per il fatto di non essere nato donna. Quindi su questo argomento forse un po’ di responsabilità la religione ce l’ha».
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