Italia-Turchia, parola d'ordine: "Intensificare i rapporti commerciali"

16 aprile 2015, Marta Moriconi
Italia-Turchia, parola d'ordine: 'Intensificare i rapporti commerciali'
Pietro Kuciukan
, console onorario d’Armenia in Italia e cofondatore di Gariwo-Il Giardino dei Giusti di tutto il mondo, intervistato proprio da IntelligoNews aveva avvertito il nostro Paese: "Quando in Francia è stato riconosciuto il genocidio degli armeni, le imprese che lavoravano là hanno avuto subito dei problemi".

E questo aspetto non va sottovalutato anche se quell’incidente diplomatico di Francesco con il "sultano" Erdogan è stato un intervento di tipo riconciliatorio mal interpretato.

Gianfranco Librandi, imprenditore e politico, ha tutte le carte in regola per capire entrambi gli aspetti della vicenda. 

E infatti interviene subito individuando una possibile risposta alle tensioni che si stanno sviluppando in questi giorni tra Europa e Turchia. "Intensificare i rapporti commerciali tra l'Europa e la Turchia e, per quanto ci riguarda, tra l'Italia e la Turchia" afferma netto il deputato di Scelta Civica.

 "Da oggi - sottolinea Librandi - è ad esempio in corso a Istanbul la fiera dell'illuminazione 'Istanbul Light' e tante imprese italiane sono presenti e pronte a lavorare fianco a fianco con fornitori e clienti turchi. A Expo 2015, a Milano, saremo noi italiani a ospitare la Turchia e i visitatori turchi. Abbiamo bisogno di questo, di confronti e di apertura commerciale. Va invece rifiutata - prosegue - la demagogia a buon mercato di Salvini che aizza l'odio tra i popoli evocando il boicottaggio del padiglione turco a Milano o la fine dei negoziati per l'adesione della Turchia nell'Unione Europea". 

E c'è già lo slogan: "Una Turchia amica dell'Europa è un bene per l'Europa e per l'Italia".
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