Turchia crocevia di interessi: come l’Italia può (e deve) giocare da protagonista

16 aprile 2015, Luca Lippi
Turchia crocevia di interessi: come l’Italia può (e deve) giocare da protagonista
Quale sarà mai la posizione meno scomoda per affrontare la questione turca nel verso giusto? 

C’è uno scontro fra questioni di principio, questioni storiche e quelle più prosaiche, ma certamente assai più determinanti, che sono quelle economiche.

Senza entrare nel merito dei principi e soprattutto della Storia, riduciamo (non per superficialità) il tutto riprendendo una frase di Papa Francesco che rivendica solamente il diritto di dire le cose con franchezza e libertà; questo quanto espresso da Papa Francesco nella Santa Messa mattutina celebrata a casa Santa Marta lunedì. Ovviamente l’affermazione è da condividere per il principio che include “la libertà di espressione” prima ancora che per l’oggetto.

La Storia ci deve rendere ancora tante risposte, ma sappiamo bene che la Storia si nutre del tempo, la verità sarà disponibile a tutti, cercarla oggi artatamente facendo retromarce ardite (siamo al 1915 e la questione è fra ottomani e armeni) da un punto di vista strettamente economico diventa speciosa e lasciarla agli Storici e ai filosofi è più opportuno.

La questione del momento delicatissimo s’intreccia su fronti differenti, per motivi diversi (l’esigenza di sintesi impedisce di essere dettagliati) la Turchia sta trasformandosi in un crocevia fondamentale attraverso il quale passano interessi economici e sociali importantissimi. L’accordo per il gas fra Russia e Turchia salverebbe il mondo (Europa inclusa) da nuove guerre.

In sostanza, la Turchia può ora combinare il piano del Corridoio Meridionale con il nuovo South Stream russo-turco. In questo sta l’importanza strategica dell’accordo tra Russia e Turchia, con il riallineamento geopolitico che esso comporta, e allora le tensioni in essere si spegnerebbero per incanto (possiamo affrontare questa questione in futuro non è questa la sede). A questo punto, diventa fondamentale per la diplomazia europea stabilire accordi commerciali con la Turchia, in un solo colpo si risolvono le tensioni e si scherma il pericolo di nuove guerre.

Proprio ieri il deputato Gianfranco Librandi ha rispolverato una grande verità espressa da Frederic Bastiat “dove passano le merci non passano gli eserciti”. L’Italia ha un ruolo fondamentale per creare un corridoio commerciale utile per l’Italia e per l’Europa tutta, e allora lasciamo ai demagoghi la demagogia, agli storici la Storia e concentriamo l’attenzione sulle aperture commerciali che creano ricchezza (e quanto ne ha bisogno l’Europa in questo periodo) e la Pace (e quanto ne ha bisogno il mondo).

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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