Regionali Toscana, Donzelli (Fdi) punge Forza Italia: “Verdini aspetta il candidato da Renzi”

16 aprile 2015, Marco Guerra
Regionali Toscana, Donzelli (Fdi) punge Forza Italia: “Verdini aspetta il candidato da Renzi”
Dopo il caos Puglia, anche in Toscana sembra profilarsi un tutto contro tutti nel campo del centrodestra. Nella ‘regione rossa’ resta infatti lontana la possibilità di un accordo tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Eppure esiste ancora un margine per sfidare il presidente uscente Rossi con un candidato comune. Intelligonews ne ha parlato con il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia e candidato governatore, Giovanni Donzelli. 

Come sta andando la campagna elettorale? 

«Mi sto divertendo molto, incontro tante persone che vogliono cambiare questa regione. Ho già macinato 23mila chilometri e oltre 40 liste civiche hanno già espresso il loro sostegno alla mia candidatura».

Immagino che stia avendo riscontri in quell’elettorato di destra orfano di una casa comune…

«Non solo, c’è anche l’appoggio di alcune realtà non connotate politicamente, di alcuni eletti grillini e perfino di una lista civica originariamente collegata al centrosinistra»

Il centrodestra però resta spaccato, il candidato della Lega Borghi è convinto di andare al ballottaggio con governatore uscente del Pd Rossi…

«In Toscana abbiamo una legge elettorale che prevede il ballottaggio nel caso in cui nessuno dei candidati raggiunga il 40% al primo turno. Ad ogni modo io mi auguro che tutto il centrodestra possa convergere sulla mia candidatura. A Borghi manca la conoscenza del tessuto toscano, è un lombardo doc che si occupa di questa regione solo da poche settimane. Borghi è comunque un personaggio di spessore che vedrei bene come ministro dell’Economia (Claudio Borghi è economista e responsabile economico della Lega, ndr) ma l’elemento della territorialità non può essere sottovalutato alle elezioni regionali»

Intanto il governatore uscente Rossi si è scontrato con Giorgia Meloni, durante un programma televisivo, dicendole che bisogna temere più i fascisti che i rom…

«Rossi cerca di buttarla sullo scontro ideologico perché se si parla di risultati è un disastro. Dopo i ‘buchi’ nelle Asl e i danni all’economia reale non lo voterebbero nemmeno i vicini di casa, ma quelli veri, non i rom con cui si è fatto le foto».

Scusi, il governatore della Toscana ha dei rom come vicini di casa?

«Ma no, si tratta di una sceneggiata buonista di qualche tempo fa, quando Rossi, giusto per creare un po’ di barriere ideologiche, pubblicò una foto di lui insieme a dei rom dicendo che erano i migliori vicini di casa che si potessero avere. Peccato che poi si è scoperto che uno di questi faceva il lavavetri abusivo a Firenze»

Forza Italia nel frattempo risulta non pervenuta. Oggi dovrebbero sciogliere le riserve sulla candidatura alla presidenza della Regione. Secondo lei punteranno sull’ex sindaco di Pietrasanta Mallegni, come risulta da tutte le indiscrezioni? 

«Non lo so, credo che Verdini aspettasse indicazioni del candidato da Renzi. Ma anche se lo troveranno in queste ore, sarà comunque poco credibile a soli dieci giorni dalla chiusura delle liste elettorali. L’idea migliore sarebbe sostenere chi è già in campo, insomma fare una scelta su me o Borghi».

Quindi crede che sul suo nome o su quello di Borghi si possa ancora ricompattare il centrodestra? 

«Sì, ci sono ancora i margini per ritrovarsi su una candidatura unitaria, anche perché quello azzurro sarebbe il quarto candidato di centrodestra se consideriamo anche Mioni di Ndc».

Perché ha citato Verdini? In Toscana, Forza Italia non muove una foglia senza il suo assenso? 

«Chi ci ha provato è finito fuori dal partito. Mi auguro che possa emergere una nuova classe dirigente ma, ribadisco, ormai siamo fuori tempo massimo per queste regionali»

Con la ripresa degli sbarchi sulle coste italiane e la direttiva del Viminale che chiede ai prefetti l’individuazione di altri 6500 posti letto per richiedenti asilo, l’emergenza immigrazione ha irrotto in questa campagna elettorale. E’ un bel assist per Fratelli d’Italia e la Lega…

«Allora, dico solo due cose per inquadrare il problema dell’immigrazione. In primis ricordo a tutti che l’ultimo video dei jihadisti dello Stato Islamico mostrava immagini della Torre di Pisa.  E visto che in Libia abbiamo gli scafisti che sparano alla guardia costiera italiana e che hanno contatti provati con i terroristi, io eviterei il rischio di avere ospitati in Toscana terroristi nascosti sotto le mentite spoglie di emigranti disperati. Mentre, invece, abbiamo Rossi che dice che dobbiamo aprire le porte della nostra regione. In secondo luogo, voglio raccontare il significativo episodio del comune di San Minato, in provincia di Pisa, dove c’è stato il tentativo dell’amministrazione di sinistra di coinvolgere i profughi ospitati nel territorio comunale in lavori di pubblica utilità, proprio per dare modo di dimostrare la loro riconoscenza alla popolazione locale. Lo sa come è andata a finire? Che nessuno ha alzato un dito, perché tanto hanno vitto e alloggio assicurato»

Ma non sarebbero stati pagati?

«Certo che no. I richiedenti asilo hanno già assicurati i soldi per il telefono, le sigarette e altre piccole spese. Loro pretendevano un vero stipendio per qualche ora di lavoro di pubblica utilità. Il sottoscritto è andato di persona ad accertarsi della situazione e davanti alle mie rimostranze hanno accettato di lavorare, ma poi non li ha visti nessuno. Chi fa così, non merita accoglienza».

I migranti non saranno l’unico problema della Toscana. Vero? 

«In cima alla lista c’è il lavoro. Spendiamo centinaia di milioni per corsi di formazione regionale che inseriscono nel mondo del lavoro solo il 7% dei giovani coinvolti. Si tratta di progetti che danno lavoro solo ai formatori e che sono una macchina enorme di consenso alla sinistra».

A proposito di macchina del consenso, della questione Mps non parla più nessuno

«La vicenda Mps continua a pesare sull’economia toscana come quella della Banca Etruria, perché questi istituti hanno fatto il buono e il cattivo tempo dell’economia del territorio. Dal momento che questi soldi non ci sono più il sistema collassa e adesso si avvertono le conseguenze. E ora di dare spazio all’economia reale premiando il merito».
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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