Legge elettorale, prove tecniche tra renziani e forzisti: spunta il Mattarellum in salsa…

16 dicembre 2013 ore 14:45, intelligo
Legge elettorale, prove tecniche tra renziani e forzisti: spunta il Mattarellum in salsa…
Siamo sempre tra color che son sospesi. Dopo il verdetto della Consulta sul Porcellum, il Parlamento è tenuto a legiferare e dare al Paese una nuova legge elettorale. In questo senso tutti gli occhi sono puntati su Matteo Renzi, l’uomo nuovo del Partito Democratico. Il realismo dice che alla Camera, in commissione Affari costituzionali (sede in cui è stata trasferita dal Senato) la legge elettorale non verrà discussa prima del prossimo gennaio. Insomma se pure ci fosse l’assoluta volontà di procedere a una accelerazione, almeno tre mesi sarebbero comunque necessari.
Da questo deriva una semplice conseguenza: se si vuole tornare alle urne l’unica finestra possibile è quella del voto in coincidenza con le Europee, ipotesi peraltro non chiara nella sua legittimità visto che bisognerebbe forzare la mano rispetto alla raccomandazione dell’Ue, contraria a una sovrapposizione del voto per Strasburgo con un altro voto nazionale. Se si dovesse andare all’Election Day, la Corte di Cassazione dovrebbe esprimersi e chiarire se la duplicazione del voto è consentita o meno. Ma al di là delle beghe normative, il problema è il merito dell’eventuale legge. Con quale sistema Renzi vorrebbe presentarsi alle urne? Il sindaco di Firenze sta ragionando su un sistema che prevede il proporzionale puro con preferenze e un premio di maggioranza pronto a scattare per la coalizione che arriva al 40 per cento. Se nessuno supera questa soglia allora si va al ballottaggio tra le prime due coalizioni per assicurarsi il premio di maggioranza. In realtà sottotraccia i renziani ragionano anche su una ipotesi più semplice, sulla quale si potrebbe trovare un accordo con Forza Italia: il Mattarellum con correzione. In sostanza la novità sarebbe nella trasformazione del 25% assegnato proporzionalmente in un premio di maggioranza da assegnare in un secondo turno al quale concorrerebbero le prime due coalizioni. Di questo 25%, il 20% andrebbe alla prima classificata, il 5% alla seconda. In ogni caso, quale che sia la legge, l’obiettivo dei renziani è chiudere la partita della riforma della legge elettorale alla Camera entro gennaio, così da alzare il pressing sul Senato e accelerare i tempi per l’approvazione definitiva. Un passaggio fondamentale per tornare ad avere la pistola delle urne saldamente in mano e trattare da una posizione di forza con il governo Letta.
autore / intelligo
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