Trapianto di gomito senza rigetto? Sì, grazie alle ossa di un cadavere

16 dicembre 2015 ore 9:26, Micaela Del Monte
Trapianto di gomito senza rigetto? Sì, grazie alle ossa di un cadavere
Sembrava che il futuro della medicina e dei trapianti fosse costituita da protesi e tutori e invece le cose sembrano essere cambiate.

Nella struttura ospedaliera "Angelo" di Mestre infatti i chirurghi veneti sono riusciti a sopperire ad una grave malformazione al gomito che aveva colpito un paziente 55enne mediante un trapianto integrale, realizzato grazie alle ossa di un cadavere.

Andando cioè a prelevare le componenti ossee necessarie al trapianto da un paziente deceduto, l'equipe di chirurghi guidata dal primario Andrea Niti è riuscita a sostituire l'intera struttura presente nel gomito, senza che l'operazione desse esiti fallimentari dovuti a crisi di rigetto o incompatibilità ossea tra donatore e ricevente. Sfruttando una tecnica piuttosto in uso per tutte le problematiche localizzate nelle anche, i medici sono riusciti a ricostruire il gomito del paziente andando a saldare le ossa provenienti dal cadavere ad una particolare protesi che si trovava già inserita nel copro del paziente, realizzando così una giuntura “ibrida”, in cui la componente artificiale funge da perno ed impedisce il diretto contatto tra strutture ossee di natura differente.

Perfettamente riuscito, l'intervento si è rivelato in grado di restituire la funzionalità all'arto del paziente, impossibilitato ad effettuare movimenti alla vigilia dell'operazione, e di estendere il novero delle possibilità legate alla medicina di tipo “osseo”, tutt'ora costretta a limiti di sorta e alla necessità di ricorrere a protesi e tutori. A rendere noto l’intervento è stato proprio il primario del reparto ortopedia dell’ospedale “Angelo” di Mestre che ha definito l’operazione “un intervento ai confini della chirurgia ortopedica“. 

Non è il primo intervento di questo tipo, “ma non è nemmeno un tipo di operazione – ha precisato il medico– che si effettua tutti i giorni. Noi in passato ne abbiamo fatti altri tre, per altre ragioni. E soprattutto il gomito non è come l’anca e non è comune intervenire con una protesi. Il paziente, operato quasi un anno fa con un intervento durato 5 ore, non ha recuperato tutta la mobilità ma gli è stato restituito il suo fisiologico flettersi e distendersi: ora può muoversi, vestirsi, compiere azioni anche se limitate dal fatto che ha bisogno di un deambulatore per camminare”.

In altri rarissimi casi erano stati praticati a Mestre innesti ossei da cadavere, ma mai come in questo caso si era arrivati a trapiantare, sia sopra che sotto l’articolazione, porzioni così importanti di ossa.
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